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Evasione Fiscale e riciclaggio gli schemi di anomalia ai fini antiriciclaggio

Dottore Commercialista - Revisore legale dei conti
Giornalista pubblicista
Presidente del C.d.A. società di revisione «Imperium Audit S.p.A.»

Antiriciclaggio

L’Unità  di informazione della Banca d’Italia aggiorna costantemente gli indicatori di anomalia antiriciclaggio, con riguardo agli illeciti fiscali.

Gli alert individuati dalla UIF (Unità informazione Finanziaria) con la collaborazione della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, qualificano la cessione fiscale dei crediti come uno dei campanelli di allarme del riciclaggio dei proventi illeciti.

Altre specifiche riguardano l’utilizzo o l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, le frodi sull’IVA intracomunitaria, le frodi fiscali internazionali e altre forme di evasione fiscale.

In tale contesto, emerge la delicata posizione dei professionisti nel contrasto a questo fenomeno nei casi di reato presupposto di natura fiscale.

Gli indicatori di anomalia e gli schemi e modelli di comportamenti anomali costituiscono gli strumenti per la rilevazione delle operazioni sospette (Dlgs. n. 231 del 2007). Pur rivestendo  un peso rilevante  per l’orientamento dei soggetti obbligati nella valutazione delle operazioni, gli indicatori e gli schemi non sono da intendersi nè esaustivi, nè tassativi.

In termini sostanziali, i modelli e gli schemi:

  • esemplificano prassi e comportamenti anomali ricorrenti e diffusi riscontrati dalla UIF con riguardo a determinati settori di operatività o a specifici fenomeni a possibili attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
  • sono tratti dall’esperienza maturata in sede di analisi finanziaria avvalendosi delle competenti autorità investigative e di vigilanza.

Con la comunicazione del 10.11.2020 la UIF nel valorizzare il contributo offerto dal settore privato con le segnalazioni di operazioni sospette, ha capitalizzato l’esperienza maturata della stessa nello svolgimento dei compiti di analisi finanziaria, aggiornando ed ampliando gli schemi di comportamenti anomali adottati nel 2010 e nel 2012, con specifico riguardo agli illeciti di natura fiscale.

In Italia, il fenomeno dell’evasione presenta delle pecurialità di marcata caratterizzazione, nella misura in cui a schemi illeciti  si accompagnano forme di evasione innovative anche complesse, nell’ambito delle quali ingenti flussi finanziari sono trasferiti verso territori a fiscalità privilegiata o giurisdizioni non cooperative, con legislazioni fiscali favorevoli o carenti sotto il profilo della trasparenza bancaria o societaria, allo scopo di nascondere capitali di origine illecita, schermare gli assetti proprietari, interrompere la tracciabilità dei flussi finanziari.

In tale quadro, la UIF ha elaborato quattro schemi di anomalia:

A . Utilizzo o emissione di fatture per operazioni inesistenti;

B. frodi sull’IVA intracomunitaria;

C. frodi fiscali internazionali e altre forme di evasione fiscale internazionale;

D. cessione di crediti fiscali fittizzi e altri indebiti utilizzi.

I primi tre schemi sostituiscono quelli emanati con le richiamate Comunicazioni della UIF  del 15.02.2010 e del 23.04.2012, mentre il quarto schema “nuovo conio” sulla cessione dei crediti fiscali fittizzi e altri  indebiti utilizzi (lettera D) si riferisce prevalentemente all’attività dei professionisti.

La sola ricorrenza di una o più anomalie elencate negli indicatori non è motivo di per sè sufficiente  per qualificare l’esistenza di un ragionevole motivo di sospetto. Una valutazione compiuta ed esaustiva si può avere soltanto analizzando tutti gli elementi informativi a disposizione dei soggetti obbligati.

Maria Consiglia Viglione
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