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IMU e TARI per i non residenti

Giornalista pubblicista

Oggi è in scadenza la seconda rata IMU, esente se l’immobile è adibito a prima abitazione (con alcune eccezioni).

Il Disegno di legge atteso in Senato, proprio in questi giorni, dovrebbe prevedere cambiamenti sulle esenzioni IMU e TARI per i non residenti.

Già la Camera ha approvato, in data 4 dicembre, una proposta di legge con modifiche alla disciplina su IMU e TARI ed ora spetterà al Senato pronunciarsi.

Ma vediamo quali sono le principali novità che ci aspettano, in tema d’imposta municipale propria e d’imposta sui rifiuti.

Si dovrebbe andare verso un nuovo regime di riduzioni su IMU e TARI per i residenti all’estero, che risultano proprietari di immobili siti in Italia.

In particolare, si subordina il riconoscimento delle agevolazioni alla circostanza che, nel periodo precedente al trasferimento all’estero, il proprietario abbia risieduto per almeno cinque anni in Italia.

Inoltre, le riduzioni su IMU e TARI competeranno esclusivamente per una sola unità immobiliare ad uso abitativo, che deve risultare contemporaneamente:

  • posseduta a titolo di proprietà dal non residente;
  • non locata o data in comodato d’uso;
  • ubicata nel Comune di ultima residenza del proprietario trasferito.

Tale Comune, inoltre, dovrà avere una popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

In aggiunta, con riguardo alla riduzione su IMU, è richiesto che l’unità abitativa abbia una rendita catastale non superiore a 500 euro.

Al ricorrere di questi requisiti, dal 2026 verrà riconosciuta una riduzione su IMU in misura graduata a seconda della rendita catastale dell’immobile oggetto d’agevolazione:

  • non è dovuta, se l’immobile ha una rendita catastale non superiore a 200 euro;
  • è dovuta nella misura al 40%, se la rendita catastale è compresa tra 201 e 300 euro;
  • è dovuta al 67%, se la rendita catastale è compresa tra 301 e 500 euro.

Per quanto riguarda l’agevolazione TARI non dovrebbe essere subordinata ad alcun limite di rendita catastale dell’immobile o alla tariffa corrispettiva, per le quali la proposta di legge riconosce comunque la riduzione alla metà, a prescindere dalla rendita dell’immobile.

In ogni caso, tali riduzioni su IMU e TARI dovrebbero competere non soltanto ai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE ma più in generale a tutti i non residenti, in presenza degli ulteriori requisiti sopra richiamati.

Queste nuove agevolazioni, recate dalla proposta di legge in esame, dovrebbero sostituire le riduzioni ai fini IMU e TARI.

Beniamino Furno
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