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Rottamazione quinquies: la nuova sanatoria delle cartelle tra novità e cambi rispetto al passato

Dottore Commercialista, Revisore legale dei conti.
Esperto di nuove iniziative imprenditoriali ed incentivi-agevolazioni per le imprese.

Le “rottamazioni” fiscali in Italia sono strumenti di definizione agevolata dei debiti tributari che consentono al contribuente di estinguere debiti verso l’Erario pagando solo il capitale, senza sanzioni e senza interessi, e spesso dilazionando nel tempo il pagamento.

Storicamente, queste misure hanno subito diverse edizioni:

Rottamazione 2016: prima grande sanatoria per debiti dal 2000 al 2016.

Rottamazione-bis (2017): ampliata la finestra dei debiti fino a fine settembre 2017.

Rottamazione-ter (2018): nuova estensione dei termini e condizioni di rateizzazione più favorevoli.

In vari momenti successivi, sono state disposte riammissioni o proroghe per contribuenti in difficoltà, soprattutto legate alla pandemia e alle difficoltà di pagamento.

Accanto a queste sanatorie “classiche” è stata introdotta anche la figura del Saldo e Stralcio, misura rivolta a contribuenti in grave difficoltà economica, che permette di pagare una parte del debito residuo, azzerando anche capitale, interessi e sanzioni proporzionalmente alla situazione reddituale.

Rottamazione Quater (Legge n. 197/2022)

La Rottamazione-quater, introdotta con la Legge di Bilancio 2023, ha rappresentato l’ultima rottamazione formalmente in vigore prima del 2026. Questa definizione agevolata ha consentito di estinguere i debiti affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 pagando solo il capitale, senza sanzioni e interessi di mora e senza l’aggio di riscossione. I contribuenti potevano usufruire di rateizzazione, con scadenze definite dalla normativa attuativa. È stata spesso riaperta la possibilità di aderire per chi aveva perso i benefici per ritardi nei pagamenti.

Rottamazione Quinquies – la nuova frontiera 2026

Si tratta di una sanatoria mirata, che consente di estinguere alcune cartelle esattoriali pagando solo il capitale, senza sanzioni né interessi, e con una rateazione molto lunga, fino a nove anni. La misura si inserisce in una lunga serie di interventi analoghi varati negli ultimi anni per ridurre il magazzino dei crediti fiscali e favorire la regolarizzazione dei contribuenti in difficoltà

Quali debiti rientrano nella Rottamazione-quinquies

La nuova sanatoria riguarda esclusivamente i carichi  (ruoli) affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e solo se i ruoli (debiti) derivano da omessi versamenti dichiarati, cioè:

  • da omessi versamenti di imposte scaturenti da dichiarazioni annuali presentate;
  • da controlli automatici e formali delle dichiarazioni (IRPEF, IVA, ecc.);
  • contributi previdenziali INPS dichiarati e non versati (sono esclusi quelli da accertamento);
  • sanzioni per violazioni del Codice della strada irrogate da amministrazioni statali, limitatamente allo stralcio degli interessi e maggiorazioni di legge.

Contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni: Possono fare domanda di rottamazione anche i debitori decaduti da precedenti rottamazioni (c.d. “rottamazione-ter” o “rottamazione-quater”), sempre che si tratti di carichi rientranti nella nuova “rottamazione-quinquies”, quindi in sintesi scaturenti da omessi versamenti di imposte e contributi INPS dichiarati.

Quali debiti sono esclusi dalla Rottamazione-quinquies

Sono esclusi i debiti nati da accertamenti sostanziali e quelli non ancora affidati all’agente di riscossione, quindi non rientrano nei ruoli rottamabili:

  • i carichi derivanti da accertamento esecutivo,
  • accertamento di valore ai fini dell’imposta di registro,
  • avviso di liquidazione (es. disconoscimento agevolazione prima casa, dichiarazione di successione),
  • avviso di recupero del credito d’imposta,
  • atti di contestazione separata delle sanzioni.

Sono esclusi anche i contribuenti della precedente rottamazione che al 30.9.2025 risultavano essere in regola con i pagamenti. Pertanto, i debitori che al 30.9.2025 risultavano in regola con il pagamento delle rate devono continuare ad onorare il pagamento delle rate secondo le scadenze originarie.

I benefici: cosa si paga e cosa viene cancellato

I benefici consistono nello stralcio e quindi non deve versare:

  • sanzioni,
  • interessi,
  • interessi di mora,
  • aggio di riscossione.

Restano dovuti solo:

  • il capitale del debito,
  • le spese di notifica,
  • le eventuali spese per procedure esecutive già avviate.

Scadenze e modalità di pagamento

La domanda di adesione dovrà essere presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente in via telematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia (liquiderà) comunicherà al contribuente l’importo dovuto.
Il pagamento potrà avvenire:

  • in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure
  • in un massimo di 54 rate bimestrali, dal 2026 al maggio 2035.

Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026.

L’importo minimo per rata è fissato a 100 €.

Pagata la prima rata, si estinguono le procedure esecutive in essere, in primo luogo i pignoramenti presso terzi, salvo le somme siano ormai state assegnate.

Dilazione delle somme

Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31.7.2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali, spalmate tra il 2026 e il 2035.

Per quanto riguarda le rate:

  • la prima, la seconda e la terza vanno pagate, rispettivamente, il 31.7.2026, il 30.9.2026 e il 30.11.2026;
  • dalla quarta alla 51ª, le rate vanno pagate rispettivamente il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;
  • dalla 52ª alla 54ª, le rate vanno pagate rispettivamente il 31.1.2035, il 31.3.2035 e il 31.5.2035.

In caso di pagamento rateale, dall’1.8.2026 si applicano gli interessi al tasso del 3% annuo.

Decadenza dalla rottamazione

La rottamazione decade se non viene pagata l’unica rata, oppure 2 rate anche non consecutive del piano di dilazione oppure l’ultima rata (rileva anche il pagamento insufficiente).

Rispetto alle precedenti rottamazioni in questa non è prevista la tolleranza nel ritardo dei pagamenti per 5 giorni.

Per effetto della decadenza, riemerge il debito a titolo di sanzioni, interessi da ritardata iscrizione a ruolo, interessi di mora e aggi di riscossione, quindi riprendono le ordinarie attività di riscossione. Non è chiaro se in caso di decadenza il contribuente possa accedere alla procedura normale della rateazione.

Effetti giuridici: stop a pignoramenti e benefici operativi

La presentazione della domanda sospende i procedimenti esecutivi in corso e, in caso di contenzioso tributario, la rottamazione fa cessare gli effetti delle sentenze non ancora definitive.

In sintesi, presentata la domanda di rottamazione il debitore non è più considerato moroso ai fini fiscali e contributivi per cui:

  • non possono essere disposti nuovi pignoramenti e quelli in essere si sospendono;
  • non possono essere azionate nuove misure cautelari (fermi, ipoteche), ma rimangono valide quelle in essere;
  • i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni possono essere erogati;
  • il DURC può essere rilasciato;
  • sino al 31.7.2026 sono sospesi gli obblighi relativi al pagamento di rate da dilazione dei ruoli.

Giudizi pendenti

Nella domanda di rottamazione il contribuente deve impegnarsi a rinunciare ai giudizi pendenti.

Trasmessa la domanda, il contribuente può chiedere che il processo venga sospeso in attesa che siano liquidate le somme e che sia poi pagata la prima rata.

Pagata la prima rata il processo si estingue e perdono di effetto le sentenze eventualmente già depositate

A breve sul sito dell’Agenzia della Riscossione, sarà possibile verificare preventivamente quali i carichi rottamabili.

Il confronto con la Rottamazione-quater

Per capire davvero la portata della nuova misura, è utile metterla a confronto con la Rottamazione-quater, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022).

Rottamazione-quater vs Rottamazione-quinquies

ProfiloRottamazione-quaterRottamazione-quinquies
NormaL. 197/2022 (Bilancio 2023)L. di Bilancio 2026
Periodo dei carichiFino al 30 giugno 20221° gennaio 2000 – 31 dicembre 2023
Tipologia di debitiAmpia plateaDebiti selezionati da omesso versamento
Debiti da accertamentoAmmessiEsclusi
Sanzioni e interessiStralciatiStralciati
Numero massimo di rate1854
DurataCirca 5 anni9 anni
Interessi sulle rate2% annuo3% annuo
DecadenzaPiù flessibilePiù rigida
Contribuenti in regolaAmmessiEsclusi
ImpostazioneGeneralistaMirata

A chi conviene davvero la Rottamazione-quinquies

La nuova sanatoria appare particolarmente conveniente per:

  • contribuenti con debiti da dichiarazioni non pagate;
  • soggetti decaduti dalle precedenti rottamazioni;
  • imprese e professionisti che devono sbloccare il DURC o rapporti con la PA;
  • chi ha bisogno di una rateazione molto lunga.

Chi non può presentare domanda:

  • è già in regola con la Rottamazione-quater;
  • ha debiti da accertamento;
  • rischia di non riuscire a rispettare le scadenze, vista la maggiore rigidità della decadenza.

Le rottamazioni fiscali sono uno strumento di politica economica e sociale: cercano di conciliare esigenze di gettito con la realtà di contribuenti in difficoltà o con debiti vecchi e difficilmente riscuotibili.

Una sanatoria diversa dalle precedenti

La Quinquies rappresenta, ad oggi, la più ampia opportunità di pace fiscale in anni recenti, con possibilità di pagamento molto dilazionato e incentivo forte all’adesione grazie all’esclusione di oneri aggiuntivi.

La Rottamazione-quinquies segna un cambio di passo: meno debiti ammessi, più tempo per pagare, ma regole più severe.
Non è una sanatoria “di massa”, bensì uno strumento selettivo, pensato per rendere recuperabili debiti certi e sostenibili.

Una misura che, più che cancellare, ristruttura il debito fiscale.

Arturo Denza
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