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Spese di pubblicità, rappresentanza e omaggi

Giornalista.
Dottore Commercialista, Revisore Legale e Mediatore Professionista.
Oltre all’attività “ordinaria” contabile e fiscale e di controllo di gestione, è specializzato in Consulenza su Operazioni di riorganizzazione e risanamento societario e di Tutela e protezione dei patrimoni personali. Inoltre è specializzato nella Difesa del contribuente durante tutte le fasi del contenzioso tributario.
E-mail: luca.santi@studiosanti.it

Il tema delle spese di pubblicità, rappresentanza e omaggi è diventato centrale nei controlli fiscali degli ultimi anni. L’Agenzia delle Entrate ha affinato strumenti digitali, controlli incrociati e algoritmi che analizzano campagne online, pagamenti, contratti e coerenza economica delle iniziative. La trasformazione del marketing – sempre più digitale, immateriale e difficile da tracciare – ha reso queste categorie particolarmente esposte a contestazioni. Ecco perché oggi classificare correttamente le spese è decisivo.

Le spese di pubblicità hanno come obiettivo diretto la promozione dell’attività, del prodotto, del marchio. Sono integralmente deducibili, ma solo se documentate in modo puntuale. Non basta una fattura: serve la prova dell’effettiva attività svolta. Nel marketing tradizionale ciò significa materiali, foto, pannelli, cartellonistica. Nel marketing digitale significa screenshot, report, analytics, insight e dati di performance. Una sponsorizzazione senza documentazione digitale è, oggi, una delle contestazioni più frequenti.

Le spese di rappresentanza riguardano invece iniziative di carattere relazionale o di immagine: eventi, cene, hospitality, iniziative che migliorano il posizionamento dell’impresa. La deducibilità è limitata in base ai ricavi, secondo l’art. 108 TUIR. L’inerenza deve essere dimostrata attraverso un collegamento chiaro tra l’iniziativa e la strategia aziendale. La documentazione minima include inviti, programmi, liste partecipanti, foto e materiali organizzativi.

Omaggi e regalie ai clienti rappresentano una zona grigia che genera spesso fraintendimenti. La soglia dei 50 euro per unità è decisiva: sotto tale limite la deducibilità è piena, sopra si applicano i limiti della rappresentanza. L’IVA segue regole differenti a seconda che si tratti di beni propri o acquistati. Una gestione non documentata degli omaggi – soprattutto se di valore – è uno dei principali errori che gli accertamenti rilevano.

TipologiaFinalitàDeducibilitàIVA
PubblicitàPromozione direttaIntegraleDetraibile
RappresentanzaRelazioni e immagineLimiti art.108Generalmente indetraibile
Omaggi ≤ 50 €Liberalità commercialeIntegraleDetraibile (se non beni propri)
Omaggi > 50 €Liberalità di valoreLimiti art.108Indetraibile

Il 2025 introduce un’ulteriore criticità: la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti. Per alcune categorie – rappresentanza e trasferte documentate – la deducibilità è subordinata al pagamento tracciabile. Ciò significa che fatture corrette ma pagamenti in contanti possono generare indeducibilità totale.

In conclusione, comprendere le tre categorie non significa solo conoscere la norma, ma saper interpretare il contesto. Il marketing digitale, l’evoluzione dei controlli e la spinta alla documentazione rendono oggi essenziale una gestione rigorosa, coerente e strategica delle spese.

Luca Santi
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