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Utopia: il punto segreto sulla mappa

Revisore legale dei conti, Mediatrice, Coach e Counselor.
Esperta in Comunicazione e ascolto efficace.
Ideatrice dell’Industria dell’Esperienza: www.industriadellesperienza.it

Alla fine dell’Ottocento, in piena Belle Époque, Oscar Wilde pubblicò un saggio destinato a far discutere: The Soul of Man under Socialism (L’anima dell’uomo sotto il socialismo, 1891). In quelle pagine, dedicate a riflettere sul rapporto tra individuo, società e libertà creativa, scrisse una delle sue frasi più potenti e visionarie:

«Una mappa del mondo che non include l’Utopia non merita nemmeno di essere guardata: tralascia l’unico paese in cui l’Umanità approda sempre. E quando l’Umanità vi approda, guarda oltre e, vedendo un paese migliore, salpa di nuovo. Il progresso è la realizzazione delle utopie.»

Parole che ancora oggi ci ricordano quanto sia importante avere una direzione ideale, anche se sembra lontana, per continuare a muoverci e crescere.

Quando Oscar Wilde scrisse queste parole, l’Europa viveva un’epoca di grandi contrasti: da un lato, il fervore del progresso tecnico e scientifico; dall’altro, le disuguaglianze sociali e il bisogno di nuove visioni. L’utopia, per Wilde, non era un miraggio, ma una direzione. Un punto sulla mappa, necessario anche se irraggiungibile, perché è proprio la tensione verso quel “luogo migliore” a spingerci a salpare ancora, a non accontentarci.

La prima grande lezione di queste parole è che non si cresce senza un orizzonte che vada oltre ciò che oggi possiamo immaginare.

Nella vita personale e professionale, le nostre “mappe” spesso si fermano dove comincia l’incertezza. Disegniamo rotte sicure, evitiamo le acque non segnate, e così facendo ci priviamo di scoperte essenziali. L’utopia non serve a darci garanzie: serve a darci slancio.

E proprio per questo l’estate può diventare un’occasione preziosa, un tempo in cui la vita ci concede una mappa più aperta, pronta per essere riscritta.

Si apre così uno spazio per le domande profonde:

  • Qual è la mia prossima rotta?
  • Qual è la mia “Utopia” personale in questo momento?
  • Che cosa sto lasciando fuori dalla mia mappa per paura di salpare?

Non si tratta di progettare imprese titaniche, ma di concedersi il lusso del pensiero ampio: quello che non si preoccupa subito di “come fare”, ma si chiede prima “dove voglio davvero andare”.

Ed è proprio questo il terreno dell’econolismo®, il metodo che ho ideato per trasformare lo sguardo verso l’“Utopia” in un percorso fatto di passi concreti e scelte consapevoli.

Se l’utopia è la stella polare, l’econolismo® è la bussola che permette di navigare verso di essa senza smarrirsi. Come ogni viaggio, richiede strumenti affidabili: tra i principi che lo guidano ci sono la Comunicazione, per dare forma e forza alla visione e coinvolgere chi ci circonda; la Creatività, per aprire nuove rotte quando quelle consuete sembrano bloccate; e l’Ottimismo, per mantenere viva la fiducia anche nelle acque più incerte. Sono solo alcuni dei punti di riferimento che rendono possibile trasformare un ideale ispirante in azioni realizzabili.

L’econolismo® non chiede di abbandonare la prudenza, ma di bilanciarla con il coraggio. È la capacità di muoversi tra sogno e realtà, tenendo lo sguardo verso l’orizzonte e i piedi ben saldi sul ponte della nostra nave.

Un esercizio per l’estate

Prenditi un momento, magari al tramonto, con un quaderno o una pagina bianca. Disegna una mappa che non rappresenti luoghi geografici, ma le tappe della vita che vorresti esplorare nei prossimi mesi o anni. Non preoccuparti della precisione: indica porti ideali, mari da attraversare, venti da seguire. Lasciali essere utopici. Poi, accanto a ciascuno, scrivi il primo passo concreto che potresti compiere per avvicinarti a quel punto.

Non serve completare il viaggio ora: basta sapere in quale direzione salpare…

Forse l’utopia di oggi diventerà la normalità di domani. Forse resterà sempre un po’ più in là dell’orizzonte. Ma ciò che conta non è raggiungerla: è vivere in un movimento costante verso di essa. E questa estate può essere il momento giusto per aggiornare la tua mappa e, con spirito econolistico®, scegliere la rotta che più ti somiglia.

Se nella tua mappa di vita non segni un’utopia, rischi di navigare in tondo. Ricorda: sono i sogni più audaci a dare direzione e slancio al viaggio di Patrizia Bonaca.

Patrizia Bonaca
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