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Crediti d’imposta per beni strumentali e formazione nel Piano Transizione 4.0

Piano Transizione 4.0
Il piano Transizione 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto crediti d’imposta per le imprese che investano in beni strumentali 4.0 – materiali ed immateriali – funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi secondo il modello di Industria 4.0. Il recente decreto Aiuti n. 50/2022 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 Maggio 2022 – ha aggiornato alcuni parametri del piano Transizione 4.0, ovvero la maggiorazione del credito d’imposta al 50% dei beni immateriali 4.0 (contro il precedente 20%) per gli investimenti effettuati dal 1° Gennaio 2022 al 31 Dicembre 2022, e la maggiorazione delle aliquote del credito d’imposta della formazione 4.0. Vediamo nel dettaglio il Piano Transizione e le recenti novità.

Soggetti destinatari

I soggetti destinatari del credito d’imposta per beni strumentali 4.0 e formazione 4.0 sono tutte le imprese residenti sul territorio dello Stato di qualsiasi settore e dimensione.

Beni strumentali 4.0

Per quanto riguarda i beni strumentali materiali 4.0, ovvero macchinari e impianti (allegato A della Legge di Bilancio 2017), per gli investimenti effettuati dal 1° Gennaio 2022 al 31 Dicembre 2022 (o 30 Giugno 2023 se l’ordine è stato accettato dal venditore e quest’ultimo abbia avuto l’acconto al 20% del costo entro il 31 Dicembre 2022) è previsto un credito d’imposta pari al:

– 40% del costo fino a 2,5 milioni di euro
– 20% del costo dai 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni
– 10% del costo oltre i 10 milioni di euro (e fino a un massimo di 20 milioni)

mentre per gli investimenti effettuati dal 1° Gennaio 2023 al 31 Dicembre 2025 il credito d’imposta sarà pari al:

– 20% del costo fino a 2,5 milioni di euro
– 10% del costo dai 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni
– 5% del costo oltre i 10 milioni di euro (e fino a un massimo di 20 milioni)

Per i beni strumentali immateriali 4.0, ovvero software e sistemi connessi ai beni materiali 4.0 (allegato B della Legge di Bilancio 2017), il credito di imposta è pari al:

– 50% del costo (come modificato dal decreto Aiuti contro il precedente 20%) fino a 1 milione di euro per gli investimenti fatti dal 1° Gennaio 2022 al 31 Dicembre 2022 (o 30 Giugno 2023 se l’ordine è stato accettato dal venditore e gli sia stato dato un acconto del 20% entro il 31 Dicembre 2022);
– 20% del costo fino a 1 milione di euro per gli investimenti fatti dal 1° Gennaio 2023 al 31 Dicembre 2023;
– 15% del costo fino a 1 milione di euro per gli investimenti fatti dal 1° Gennaio 2024 al 31 Dicembre 2024;
– 10% del costo fino a 1 milione di euro per gli investimenti fatti dal 1° Gennaio 2025 al 31 Dicembre 2025.

Formazione 4.0

La formazione 4.0 sostiene le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, per fornire le competenze nelle tecnologie 4.0 con attività formative che riguardano vendite e marketing, informatica, tecniche e tecnologia di produzione (es. big data e analisi dei dati, cyber security, internet delle cose e delle macchine, interfaccia uomo macchina, ecc.).
Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è rispettivamente:- al 70% per le piccole imprese, con limite di spesa annuale di 300mila euro (come modificato dal decreto Aiuti)
– al 50% per le medie imprese, con limite di spesa annuale di 250mila euro (come modificato dal decreto Aiuti)
– al 30% per le grandi imprese, con limite di spesa annuale di 250mila euro.
Le aliquote aggiornate dal decreto Aiuti sono tali a patto “che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo decreto ministeriale”; se i soggetti non sono quindi quelli individuati dal decreto, al pari dello stesso limite di spesa annuale, le aliquote sono da intendersi al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese.
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