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DPCM 26.04.2020: COVID-19 E FASE 2

Monica Ottone

Dottore Commercialista
Revisore Legale
Componente C.d.A. e socio fondatore della società di revisione "Imperium Audit S.p.a."
Laurea in Commercio Internazionale e Mercati Valutari
Laurea in Economia Aziendale
Consulente societario
Consulente nel settore della cooperazione sociale e negli Enti del Terzo Settore
Consulente fiscale e tributario
Consulente e rappresentante tributario presso gli organi di giurisdizione tributaria
Mediatore civile
Approfondita conoscenza delle tecniche di comunicazione e problem solving strategico con particolare riguardo alle dinamiche cognitive, comportamentali e relazionali

DPCM 26.04.2020: COVID-19 E FASE 2
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Il 26 aprile 2020 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 26.04.2020) con tutte le novità delle misure in vigore per la “Fase 2” della gestione del COVID-19, valide dal 4 al 18 maggio. Successivamente, in base all’evoluzione effettiva della curva epidemiologica, saranno riviste.

Riapertura delle attività

Vediamo quali sono le attività economiche che potranno riaprire dal prossimo 4 Maggio.

  • le aziende del settore manifatturiero, edile e le attività all’ingrosso ad essi collegati;
  • le attività di asporto per bar e ristoranti (che si aggiunge alla possibilità, già consentita, di svolgere attività a domicilio);
  • le aziende del settore tessile e della moda;
  • le aziende del settore di fabbricazione auto;
  • i mobilifici;
  • le aziende che producono e commercializzano vetro.

Inoltre queste categorie possono recarsi dal 27 Aprile nel luogo di lavoro, per predisporre l’attività all’apertura. Devono effettuare tutti i lavori di manutenzione, sanificazione necessari per la sicurezza ed il rispetto dei protocolli, circa la sicurezza nei luoghi di lavoro, prescritti nell’apposito testo del 24 Aprile.

Spostamenti solo motivati

Gli spostamenti sono consentiti all’interno della stessa Regione, se motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e per incontrare congiunti, a condizione che vengano rispettate le regole di distanza interpersonale, il divieto di assembramento e l’impiego delle mascherine. Riguardo il significato di congiunti ci sono state molte polemiche, per ora sembrano rientrare sia i parenti sia i fidanzati.

Naturalmente viene confermato il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione per chi è in quarantena e per chi presenta sintomi da infezione respiratoria.

Attività motorie all’aperto ma non ludiche e ricreative

Resta il divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici. Ma viene consentito l’accesso a parchi, ville e giardini pubblici con ingressi contingentati e con il rispetto della distanza di sicurezza per le attività motorie. Il Sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto delle norme di sicurezza. Le aree attrezzate per il gioco dei bambini sono chiuse. Per le attività sportive e motorie ci si potrà allontanare rispettando la distanza tra le persone: di due metri per le sportive e un metro per le altre. Resta il divieto per le attività ricreative e ludiche all’aperto.

Cerimonie funebri e funzioni religiose

Cade il divieto per le cerimonie funebri, ma con grosse limitazioni. Possono partecipare solo parenti di primo e secondo grado e, comunque, fino a un massimo di quindici persone. La funzione si svolgerà preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive e rispettando rigorosamente le misure di distanziamento sociale. Non sono ancora consentite le funzioni religiose all’interno delle parrocchie.

Ristorazione solo da asporto

E’ permessa la ristorazione con asporto. I ristoranti possono riaprire ma è consentita solo la consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Resta fermo l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Vendita di mascherine con prezzo unico

La decisione di un prezzo fisso per le mascherine sta creando problemi. Per evitare fenomeni di speculazione legate all’incremento esponenziale della domanda, è stato fissato a 50 centesimi il prezzo delle mascherine chirurgiche, utili per proteggere gli altri dal contagio. Cominciano le prime proteste delle farmacie che non riescono ad approvvigionarsi ad un prezzo almeno uguale a quello impost

Riaperture successive possibili

L’evoluzione positiva della curva epidemiologica potrebbe confermare le ipotesi delle riaperture successive. In particolare dopo il 18 maggio dovrebbero aprire le attività al dettaglio. Dopo il 1 Giugno attività di bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e tutti quelli per la cura delle persone.

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Monica Ottone
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