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Le Criptovalute: caratteristiche e linee guida

Giornalista. Commercialista - Revisore legale dei Conti
Gestore della Crisi da sovraindebitamento
Consulente Bancario

Criptovalute
Maria Antonella Pera
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Le nuove tecnologie, favorite dai progressi della crittografia e dai cambiamenti della rete internet, stanno determinando un cambiamento radicale nell’economia globale, con particolare riferimento al settore finanziario, sotto il profilo delle modalità di scambio di beni, servizi e di ogni altra attività finanziaria.

Oggi si sente parlare spesso di criptovalute, ma cosa sono realmente?

Le criptovalute sono circa 450 in circolazione e la più famosa è il bitcoin. È una valuta virtuale, in quanto si può convertire in maniera semplice con le principali valute ufficiali e viceversa.

Il termine criptovaluta è composto all’evidenza di due parole. Si tratta quindi di valuta “nascosta”. È visibile, ed utilizzabile, solamente conoscendo un determinato codice informatico.

Le monete virtuali presentano alcune caratteristiche comuni, tra queste è importante evidenziare il fatto che sono decentralizzate, non emesse dalle banche centrali, non sono legate ad una valuta legale e stabile; non possiedono lo status di moneta legale o di valuta; sono trasferibili elettronicamente.

La criptovaluta ha diverse funzioni rispetto alla moneta classica. Se ufficialmente è lo Stato a regolare l’emissione di moneta, con la nascita della valuta virtuale non vi è nessun ente centrale che controlla l’emissione, in quanto si basa su un sistema peer-to peer gestito da un algoritmo di creazione, in cui ciascun utente ha diritti pari a quelli degli altri.

Rispetto alla moneta intesa in modo tradizionale, questa nuova modalità di pagamento tende a non assolvere alle funzioni che sono proprie della moneta e che tradizionalmente possono distinguersi in pagamento, conto e riserva.

La funzione di pagamento consiste nell’assicurare  uno scambio di beni a fronte di un corrispettivo. In tal senso, la moneta diviene strumento di pagamento accettato convenzionalmente in un dato contesto, e impiegata per facilitare l’acquisto di beni senza dover ricorrere allo scambio diretto.

La seconda funzione, “unità di conto”, concerne l’unità di misurazione del valore delle attività reali e finanziarie, degli scambi di beni e di servizi,  e dei debiti e crediti.

In ultimo, per funzione di “riserva”, si intende la possibilità di riutilizzare la moneta per l’acquisto di beni e servizi.

Il bitcoin, come valuta virtuale, non assolve le tipiche funzioni monetarie; rimane il problema di accertare la natura giuridica di bitcoin e di tutte le criptovalute.

La stessa Unione Europea ha regolamentato le criptovalute con l’approvazione di una dichiarazione congiunta stile cc.dd. stablecoins. 

Alla luce di tutto questo, il Consiglio e la Commissione dichiarano che nessun regime di stablecoin, a livello mondiale, dovrebbe diventare operativo nell’unione Europea, fino a che le sfide e i rischi sul piano giuridico, normativo e di sorveglianza, non siano stati regolarmente individuati ed affrontati.

Per informazioni visitare il sito internet: Consiglio dell’Unione Europea

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