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L’economia circolare nel settore delle costruzioni: il sistema di tassazione può aiutare il sistema?

L’economia Circolare Nel Settore Delle Costruzioni: Il Sistema Di Tassazione Può Aiutare Il Sistema?
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Ospitiamo il contributo dell’Avvocato tributarista Nicola Ricciardi, Presidente di “FISCO E TERRITORIO NO PROFIT”, che ha scelto il nostro quotidiano per divulgare l’articolo:

L’economia circolare nel settore delle costruzioni: il sistema di tassazione può aiutare il sistema?

 E’ ormai risaputo che l’economia circolare può creare ricchezza e benessere sostenibile, rispettando le risorse del nostro pianeta, specialmente nel settore delle costruzioni. Un’economia poco rispettosa dell’ambiente reca danno a tutti e non vi è certo motivo per supportarla. E’ altrettanto vero che un’economia rispettosa dell’ambiente giova all’intera comunità e dovrebbe essere incentivata dal nostro legislatore. Quelle aziende che operano con un valido progetto economico rispettoso dell’ambiente, soprattutto in settori di grande “impatto” come quello delle costruzioni, dovrebbero essere aiutate e avvantaggiate rispetto a quelle realtà imprenditoriali che invece nulla fanno in proposito.

Vi è da dire che, nonostante molto si sia fatto in questi anni, solo il 10% delle risorse materiali utilizzate nell’ambito dell’Unione europea deriva da prodotti riciclati e materiali di recupero, recupero che contribuisce a ridurre l’estrazione di materie prime, con ovvie ricadute positive sull’ambiente. Nel settore del calcestruzzo, aumentare l’utilizzo di materiale da riciclo può portare alla diminuzione di circa il 10% dei rifiuti speciali generati in Italia.

E’ necessario quindi dare nuovo impulso a questa forma di economia, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compreso quello fiscale.

Organizzazione a lungo termine

Ci vorrebbe un quadro di sistema a lungo termine che comprenda una visione comune dell’economia circolare. Prevedere azioni mirate, valorizzando quelle imprese, nel mercato dell’edilizia, che gestiscono correttamente l’estrazione delle materie prime.  Ampliare quegli appalti che potrebbero far crescere gli investimenti in cicli puliti e sicuri, compreso quello della gestione dei rifiuti. I soli rifiuti solidi urbani, se adeguatamente trattati, possono essere utilizzati come combustibili con ripercussioni positive evidenti per l’ambiente.

Una stima fatta in base della produzione annua nel 2018 di rifiuti da demolizione e costruzione di calcestruzzo, prevede che ci sono circa 15 milioni di tonnellate, pari al 10% di tutti i rifiuti speciali prodotti annualmente in Italia, potenzialmente utilizzabili nel ciclo produttivo del calcestruzzo e quindi non soggette alla fase della discarica. Il calcestruzzo può riutilizzare nel proprio ambito produttivo i rifiuti derivanti dal settore della demolizione. Ciò può ridurre il fabbisogno di materie prime derivanti dall’estrazione delle cave.

Il ruolo fondamentale del settore fiscale

Su tutti questi punti, ruolo importante gioca il settore fiscale.  L’obiettivo da raggiungere attraverso le tasse ambientali non è solo quello dell’aumento di gettito per lo Stato ma anche quello di ridurre l’impatto ambientale.

Le agevolazioni fiscali per quelle imprese che si rivelano rispettose dell’ambiente possono del resto giovare a tutto il sistema economico: alle imprese, che avranno prodotti e servizi più innovativi e competitivi con riduzione dei costi per l’energia, le materie prime e i rifiuti e ai cittadini con la creazione di nuovi posti di lavoro.

Partendo dal principio secondo cui “chi inquina paga (art. 191 TFUE)”, si potrà colpire chi sbaglia e premiare che agisce correttamente.

Ancora, si potrà agire sul meccanismo dell’ammortamento, accelerando la procedura nel caso di acquisti di beni rispettosi dell’economia circolare. Si potranno detassare gli utili reinvestiti per programmi attenti all’ambiente. Si potrà riconoscere un credito d’imposta, condizionato al rispetto dell’ambiente, aumentando al contrario la tassazione per quelle ipotesi di interventi non “green”.

E si potranno prevedere vantaggi, da parte delle committenze pubbliche, con riferimento ad esempio ai termini volumetrici dei progetti che prevedono l’uso di materiali riciclati.

Potrà infine essere incrementata la tassazione nel settore del trasporto non rispettoso dei principi di sostenibilità ambientale e, al converso, potrà essere agevolata la cessione di terreni o cave, che si propongano anche l’obiettivo di rispetto e conservazione ambientale.

Avv. Nicola Ricciardi,

Presidente di Fisco e Territorio

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