Callout piè di pagina: contenuto
Area Utenti           Abbonamenti

Il sistema tributario della Repubblica di Panama. Cenni

Maria Antonella Pera

Commercialista
Revisore legale dei conti
Gestore della Crisi da sovraindebitamento
Consulente Bancario
E-mail: mariaantonellapera@gmail.com

Il Sistema Tributario Della Repubblica Di Panama. Cenni
image_pdf

La Repubblica di Panama è uno stato di circa quattro milioni di abitanti  che occupa l’istmo omonimo, tra  America Centrale e Meridionale.

Per questa posizione geografica privilegiata ha inciso sulla storia del Paese che si è reso indipendente dalla vicina Colombia nel 1903 e, nell’anno successivo, ha visto l’avvio della costruzione del Canale di Panama da parte degli statunitensi, un’opera di ingegneria che ha cambiato il commercio internazionale e che, dopo la creazione di una terza via d’acqua più grande nel 2016, rappresenta ancora di più un’importante fonte di finanza pubblica per il Paese.

Dal punto di vista fiscale, il Codice Tributario di Panama è stato sostanzialmente modificato nel 2010, attraverso una riforma che ha introdotto nuove figure sostanziali e procedurali ed ha creato una giurisdizione speciale tributaria.

Il sistema tributario è comunque caratterizzato da avvertite disuguaglianze e criticità legate alla trasparenza dei dati, sulla quali l’attuale Governo sta cercando di intervenire, anche a seguito dell’ultima revisione paritaria da parte del Global Forum dell’OSCE che ha definito il Paese come partially compliant.

Panama applica il principio della fonte per cui sia i residenti che i non residenti sono tassati sui redditi di fonte panamense. Conseguentemente, l’applicazione di tale principio comporta la tassazione dei soli fatti generatori avvenuti e manifestatisi nell’ambito del territorio dello Stato. La tassazione dei guadagni di capitale sulla vendita di azioni, o altri strumenti negoziabili, è del 10 % a titolo di acconto e, operativamente, l’alienante deve attuare la ritenuta d’acconto del 5% del prezzo di vendita.

Un tema peculiare è rappresentato dal fatto che il diritto tributario panamense considera capital gain anche i guadagni derivanti da capitale, ottenuti da normali operazioni d’impresa, gli stessi sono tassati secondo le regole del reddito d’impresa, mentre se non vi rientrano sono tassati al 10 % secondo la regola generale.

Ad ogni persona fisica titolare di reddito spetta una deduzione base di 800 PAB (Balboa panamense, equivalente ad un dollaro statunitense) nonché deduzioni specifiche in presenza di determinate situazioni; per interessi sui mutui fino a 15.000 PAB annui, per donazioni a favore di organizzazioni non lucrative fino a 50.000 PAB, per contributi a partiti politici fino a 10.000 PAB.

Imposta sul reddito delle società

Una società si considera residente se è costituita secondo il diritto panamense o, alternativamente, se il controllo della stessa è esercitato a Panama.

Il reddito tassabile include ogni reddito derivante dall’attività societaria svolta a Panama, al netto delle spese sostenute interamente ed esclusivamente per la produzione di quei redditi o per il mantenimento degli asset. Le perdite di esercizio possono essere riportate a nuovo per cinque anni successivi, fino ad un massimo del 20 % delle perdite dedotte annualmente.

La legislazione panamense non prevede i seguenti regimi: partiparion exemption, consolidato, thin capitalization, controlled foreingn companies, rulings. Per quanto riguarda la disciplina del transfer pricing, la legislazione panamense applica il principio dell’arm’s lenght, in base alla guideline OCSE per controllarne il rispetto. Entro sei mesi dalla fine dell’anno di imposta, le società devono presentare  una relazione sulle transazioni effettuate con le parti correlate  e la legislazione interna si è adeguata alle ultime indicazioni OCSE .

Imposta sul valore aggiunto

L’imposta panamense corrispondente all’IVA è denominata Impuesto sobre la Transferencia de Biens Muebles y Prestation de Servicios (ITBMS) e si applica:

  1. A) ai trasferimenti di proprietà di beni mobili;
  2. B) alle prestazioni di servizi, con specifiche esclusioni come i servizi finanziari (ad eccezione delle commissioni bancarie e finanziarie);
  3. C) alle importazioni di beni mobili.

L’aliquota ordinaria è fissata al 7 %, con alcune eccezioni: le bevande alcoliche e le prestazioni alberghiere scontano l’aliquota del 10 %, il tabacco e derivati sono gravati al 15%. Sono esenti le esportazioni.

Le imposte sulla proprietà

L’imposta sui beni immobili (impuesto de Inmuebles) grava su tutti i beni immobili situati nel territorio dello Stato, di carattere urbano o rurale. Sono stabilite diverse esenzioni di tipo soggettivo (lo Stato e i Municipi) ed oggettivo, queste ultime in ragione della particolare utilizzazione dell’immobile; ad esempio, sono esenti gli immobili utilizzati dalle organizzazioni di beneficenza ed assistenza sociale e quelli utilizzati per fini religiosi o educativi senza scopo di lucro e corrisponde al maggiore fra i valori seguenti dell’immobile:

  • valore catastale;
  • valore commerciale;
  • valore stabilito in sede di procedimento di successione.

L’imposta sul patrimonio degli istituti bancari e finanziari e sui cambiavalute (Impuesto sobre Bancos, Financieras y Casas de Cambio) è a tariffa fissa e varia in ragione della tipologia d’istituto, della licenza posseduta (generale o internazionale), dell’entità dell’attivo patrimoniale. Gli istituti patrimoniali con licenza generale pagano da un minimo di 75.000 PAB fino ad un massimo di 1 milione di PAB, con riduzione del 50% di primo anno di attività.

L’imposta sulle licenze commerciali (Impuesto de Aviso de Operacion de Empresas)

 Si applicata annualmente, con aliquota del 2%, al capitale  investito, con un minimo di 100 PADB e un massimo di 60.000 PAB.

Non esistono imposte sulle successioni e donazioni.

Relazioni internazionali in materia tributaria

Fra Panama ed Italia esiste una Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia d’imposte sul reddito. È entrata in vigore del 2016, con uno specifico accordo firmato nel 2017, per lo scambio automatico delle informazioni finanziarie ai fini fiscali. Lo scambio delle informazioni inizia da settembre 2018 con riferimento alle notizie fiscali relativi al 2017.

Panama ha inoltre firmato e fatto entrare in vigore la Convenzione multilaterale, per l’attuazione di misure relative alle Convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti (BEPS) e la Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale (Convenzione OCSE-COE), impegnandosi a dare avvio al primo scambio automatico a partire dal mese di settembre 2018.

L’accordo amministrativo raggiunto su tale base giuridica fra Autorità competenti entrerà in vigore fra due giurisdizioni solo dopo che entrambe siano a tutti gli effetti parti della predetta Convenzione OCSE-COE ed a seguito di un reciproco riconoscimento (deposito liste presso il Segretariato) che attiva il rapporto bilaterale all’interno del quadro multilaterale fornito.

Lotta al riciclaggio e alle condotte illecite di natura economico-finanziaria

Lo scandalo dei Panama Papers ha evidenziato come la relativa debolezza dei sistemi di controllo da parte delle autorità panamensi consentisse l’utilizzazione del sistema societario, bancario, e finanziario locale per finalità di riciclaggio e di  “copertura” di altri flussi finanziari illeciti.

Tale sistema si basava su normative, in gran parte di derivazione statunitense e risalenti all’epoca del proibizionismo, che consentivano l’utilizzazione di strumenti societari che prevedessero uno “schermo” particolarmente forte quale quello garantito dall’utilizzo di azioni al portatore. Tali strumenti ora non sono più consentiti dalla legislazione locale e, a breve, sarà anche reso disponibile un registro dei beneficiari effettivi.

Analogamente, nello scorso anno, è  introdotta nel codice penale panamense una fattispecie di delitto tributario che, in sintesi, prevede:

– la punibilità delle condotte di simulazione, omissione, falsificazione o frode finalizzate ad evadere il fisco in beneficio proprio o di terzi;

– la pena della reclusione da due a quattro anni e della multa da uno a tre volte l’importo evaso;

–  la previsione di condotte di frode fiscale  che consistono nella creazione di doppia contabilità, nella falsificazione e/o alterazione dei libri contabili obbligatori, nell’utilizzo di fatture e/o altri documenti o ricevute false.

Panama è stata inserita nella proposta di lista di giurisdizioni non cooperative, in tema di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, predisposta dall’Unione Europea.

Visualizzazioni: 110

© Riproduzione Riservata
image_pdf
Maria Antonella Pera
Latest posts by Maria Antonella Pera (see all)
Pulsante torna in alto
×cerca
Cerca
La riproduzione è riservata!