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La mamma ha liberato il corpo di Aleksej Navalny

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Alla fine ha vinto. Lyudmila Navalnaya non ha ceduto ai ricatti e agli ultimatum impostili in questi giorni dagli agenti del Comitato Investigativo russo e, finalmente, Aleksej Navalny è stato liberato.

Le sue spoglie sono state restituite alla madre. Ma è anche la vittoria di tutti i russi che si erano mobilitati lanciando un appello per la restituzione del corpo alla famiglia, tra cui registi e scrittori e non ultimo il premio Nobel Dmitrij Muratov,

Persino la Chiesa ortodossa, sia pur non a livello di alte sfere, si era mossa in favore della restituzione del corpo chiedendo alle autorità di restituire le spoglie mortali alla famiglia al fine di “dargli una sepoltura cristiana”.

Si aggiunga a ciò l’adesione di tanti cittadini russi che hanno firmato l’interrogazione ufficiale che la magistratura di Mosca ha avviato di recente “sul mancato rispetto delle leggi che regolano la gestione dei resti mortali dei detenuti deceduti nel Gulag, che prevedono la consegna del corpo alla famiglia entro quarantott’ore dall’annuncio delle cause della morte” e si può avere il quadro completo della situazione che, dal 16 febbraio giorno della morte di Navalny, il governo russo ha dovuto gestire.

Su tutti, però, è stato decisivo l’intervento della vedova Yulia che accusandolo di contravvenire a tutte le “leggi umane e divine” ha evidenziato l’ipocrisia di Vladimir Putin, solitamente molto attento nel mostrarsi un devoto cristiano.

Al momento non si hanno notizie dei funerali, sappiamo solo che la madre di Navalny si trova ancora a Salekhard, la località più vicina alla colonia carceraria.

Mikhail Khodorkovsky, ex magnate del petrolio ed oppositore del governo, ha dichiarato che Putin vorrebbe funerali privati per evitare il rischio di possibili proteste.

Ma ripercorriamo brevemente la vita straordinaria di quest’uomo coraggioso che, con il proprio sacrificio personale, ha testimoniato quanto sia importante la libertà.

In questo articolo, esploreremo la sua vita, il suo attivismo e l’impatto che ha avuto sulla società russa.

Tutto ha avuto inizio quando Aleksey Navalny è diventato famoso per le sue indagini sulla corruzione all’interno del governo russo.

Attraverso la Fondazione Anti-Corruzione (FBK), un’organizzazione non governativa di cui era il fondatore, che si occupa di indagini sulla corruzione e sulla violazione dei diritti umani.

La FBK ha svolto un ruolo chiave nella divulgazione di informazioni sulla corruzione e ha lavorato per promuovere la trasparenza e l’accountability nel governo russo, utilizzando i social media e il suo blog personale per mettere in luce casi di corruzione all’interno del governo e dell’élite politica.

Le sue rivelazioni hanno suscitato indignazione pubblica e hanno portato ad una maggiore consapevolezza sulla corruzione diffusa nel paese.

Uno dei momenti cruciali della sua carriera è stato nel 2011, quando ha pubblicato un articolo in cui rivelava un presunto caso di corruzione nel settore forestale russo.

Questo ha portato a una serie di proteste di massa, note come le “proteste di Bolotnaya”, in cui decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere riforme politiche ed economiche.

Nel 2013 è stato condannato per appropriazione indebita e truffa, una sentenza che molti suoi sostenitori ritengono politicamente motivata. Nel 2018, annunciò la sua candidatura alle elezioni presidenziali russe, ovviamente respinta dalle autorità russe che lo dichiararono ineleggibile a causa di una condanna penale.

Tuttavia, è solo nel 2020 che Navalny è assurto ai clamori della cronaca a causa dell’ormai celebre tentativo di avvelenamento con un agente nervino di tipo Novichok che suscitò la condanna di numerosi paesi e organizzazioni internazionali che imposero sanzioni contro funzionari russi ritenuti responsabili.

Nonostante l’avvelenamento e il lungo periodo di riabilitazione, Navalny è tornato in Russia nel gennaio 2021 dove è stato arrestato all’arrivo e condannato a scontare una pena detentiva per una condanna precedente.

Sebbene Navalny sia stato oggetto di arresti e persino di un tentato omicidio non ha mai smesso di essere una voce critica nei confronti del governo russo, il suo impegno per la giustizia e i suoi sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica hanno avuto un impatto significativo sulla società russa.

Il suo lavoro continuerà ad ispirare molti individui a difendere i valori democratici e a lottare per un futuro migliore.

Roberta Fameli
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