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Le novità fiscali della conversione in legge del Milleproroghe.

Giornalista. Commercialista - Revisore legale dei Conti
Gestore della Crisi da sovraindebitamento
Consulente Bancario

La Legge di conversione del Decreto Milleproroghe è stata recentemente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento introduce numerose proroghe e aggiustamenti che impattano significativamente sul calendario fiscale di professionisti, imprese e amministrazioni locali, offrendo più tempo per l’adeguamento a nuove normative e riforme.

Una delle decisioni più rilevanti e di sistema riguarda lo slittamento dell’entrata in vigore dei principali Testi Unici previsti dalla delega per la riforma fiscale. Il Governo ha scelto di concedere più tempo per assimilare le nuove norme, posticipandone l’efficacia al 1° gennaio 2027. Questo rinvio interessa documenti fondamentali come il Testo Unico delle sanzioni tributarie (amministrative e penali), quello della giustizia tributaria, dei versamenti e della riscossione, nonché quelli relativi all’imposta di registro e ai tributi erariali minori.

In ambito IVA, le imprese e i professionisti ottengono un anno in più per adeguarsi al nuovo sistema di rettifica della detrazione: la scadenza passa dal 31 dicembre 2025 al 1° gennaio 2027. Di conseguenza, per tutto il 2026, chi cambia regime fiscale (ad esempio passando dal regime forfettario a quello ordinario) potrà continuare ad avvalersi del metodo semplificato, calcolando la rettifica in modo globale per categorie anziché in modo analitico “bene per bene”. Le procedure iniziate prima del 2027 continueranno a seguire le vecchie regole fino a conclusione.

Sul fronte dei tributi locali, i Comuni beneficiano di una deroga per la gestione della TARI riferita all’annualità 2025: avranno tempo fino al 6 marzo 2026 per caricare tariffe e regolamenti sul portale del Federalismo Fiscale. La successiva pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze, prevista entro il 16 marzo 2026, conferirà piena validità ed efficacia a questi atti. Inoltre, è stato concesso più tempo ai concessionari della riscossione locale, che avranno fino al 30 aprile 2026 per adeguare il proprio capitale sociale, allineandosi così alla più ampia Riforma della riscossione.

Per quanto riguarda gli Aiuti di Stato non regolarmente iscritti nel Registro Nazionale, i termini per la notifica degli atti di recupero slittano al 2027. Questa misura è stata pensata per consentire un’azione di riscossione più graduale, dando modo alle autorità di regolarizzare le posizioni pendenti e scongiurando possibili contestazioni da parte della Commissione Europea.

Il Decreto riserva anche un’attenzione particolare ad alcuni specifici settori economici. Per il solo anno 2026, vengono innalzati i tetti di spesa per i tax credit destinati alla produzione e alla distribuzione nel settore cinematografico e audiovisivo. Infine, le strutture turistico-ricettive all’aperto (come campeggi e villaggi) avranno tempo fino al 15 dicembre 2026 per presentare denunce catastali finalizzate a scorporare le strutture leggere e le “case mobili” dal calcolo della rendita catastale, potendo così beneficiare di un carico fiscale potenzialmente ridotto.

Maria Antonella Pera
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