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Dipendenti: nuovo Trattamento Integrativo 2021

Giornalista. Commercialista - Revisore legale dei Conti
Gestore della Crisi da sovraindebitamento
Consulente Bancario

Trattamento Integrativo 2021
Maria Antonella Pera
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Sostituzione del Bonus Renzi

Per le prestazioni di lavoro rese dal 1° luglio 2020 sono previste due nuove misure di sostegno ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, tra loro alternative: un trattamento integrativo e un’ulteriore detrazione fiscale. Risulta, quindi, abrogata la normativa che disciplina il Bonus 80 euro (c.d. bonus Renzi).

Analogamente a quanto previsto in precedenza, anche la nuova misura spetta in via subordinata al rispetto di determinati limiti di reddito complessivo annuo, prodotto dal lavoratore, ed è riconosciuta in automatico dal sostituto d’imposta sulla base dei dati in suo possesso.

Il trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati si concretizza in un bonus spettante, per le prestazioni di lavoro rese dal 1° luglio 2020, ai lavoratori in possesso dei seguenti requisiti:

  • reddito complessivo annuo non superiore a 28.000 euro;
  • IRPEF lorda, al netto delle altre detrazioni (di cui all’art. 13, comma 1, TUIR), positiva.

Il trattamento integrativo ammonta a euro 1.200, a decorrere dall’anno 2021, e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Il datore di lavoro, ai fini del riconoscimento del trattamento integrativo, e dell’ulteriore detrazione fiscale, dovrà provvedere a verificare il rispetto del requisito reddituale sulla base dei dati in suo possesso. In caso di esito positivo, è  riconosciuto automaticamente in busta paga, mese per mese, il beneficio previsto.

Il bonus fiscale da 100 euro è una integrazione al reddito concessa ad alcune categorie di lavoratori dipendenti, che ha sostituito il credito fiscale da 80 euro previsto dal c.d. bonus Renzi.

È un bonus che rientra tra le misure a favore dei titolari di redditi da lavoro dipendente e di taluni redditi ad essi assimilati, introdotte dal decreto-legge 5 febbraio 2020 n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2020 n. 21, al fine di ridurre il cuneo fiscale. I beneficiari dell’agevolazione ricevono 100 euro direttamente in busta paga.

La misura è strutturale, ossia non ha carattere temporaneo ma è definitiva. Il beneficio non concorre alla formazione del reddito. Dal momento della sua entrata in vigore il bonus Renzi 80 euro è abrogato.

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