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Dichiarazione dei redditi 2026: le principali novità per i redditi 2025

La dichiarazione dei redditi 2026, relativa al periodo d’imposta 2025, recepisce diverse modifiche che incidono su imposte, detrazioni, agevolazioni edilizie, familiari a carico e cripto-attività.
I modelli 730/2026 e Redditi Persone Fisiche 2026 approvati dall’Agenzia delle Entrate incorporano le novità introdotte, in particolare, dalla Legge di Bilancio 2025 e dalle successive disposizioni fiscali applicabili al periodo d’imposta 2025. Il modello Redditi PF 2026 riguarda l’anno d’imposta 2025 e deve essere presentato, in via telematica, tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026, poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato.
IRPEF 2025: confermati i tre scaglioni, ma la seconda aliquota resta al 35%
Per i redditi 2025 resta confermata la struttura dell’IRPEF a tre scaglioni, già introdotta in via transitoria per il 2024 e poi resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2025.
Le aliquote applicabili ai redditi 2025 sono le seguenti:
| Reddito imponibile | Aliquota IRPEF |
| fino a 28.000 euro | 23% |
| oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro | 35% |
| oltre 50.000 euro | 43% |
È quindi opportuno precisare che, per la dichiarazione dei redditi 2026 relativa ai redditi 2025, la seconda aliquota IRPEF non è pari al 33%, ma al 35%. La riduzione della seconda aliquota al 33% riguarda la disciplina successiva e non incide sul periodo d’imposta 2025. Le fonti istituzionali sulla Legge di Bilancio 2025 confermano infatti la struttura a tre aliquote del 23%, 35% e 43%.
Accanto alle aliquote, resta centrale il sistema delle detrazioni per lavoro dipendente disciplinato dall’art. 13 del TUIR. Per i redditi più bassi continua a rilevare la detrazione massima per lavoro dipendente, pari a 1.955 euro, secondo le condizioni previste dalla normativa vigente.
Bonus per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi
La dichiarazione 2026 tiene conto anche del nuovo meccanismo di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti.
Per i titolari di reddito di lavoro dipendente con reddito complessivo fino a 20.000 euro è riconosciuta una somma che non concorre alla formazione del reddito complessivo. Tale somma è parametrata al reddito di lavoro dipendente secondo specifiche percentuali.
| Reddito di lavoro dipendente | Percentuale applicabile |
| fino a 8.500 euro | 7,1% |
| oltre 8.500 e fino a 15.000 euro | 5,3% |
| oltre 15.000 e fino a 20.000 euro | 4,8% |
Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 20.000 euro e fino a 40.000 euro è invece prevista un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda. La detrazione è pari a 1.000 euro per redditi superiori a 20.000 euro e fino a 32.000 euro, per poi ridursi progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento di 40.000 euro.
Resta inoltre applicabile, nei casi previsti, il trattamento integrativo, secondo le condizioni stabilite dalla disciplina vigente.
Nuovo limite alle detrazioni per i redditi superiori a 75.000 euro
Una delle novità più rilevanti per la dichiarazione 2026 è l’introduzione del nuovo limite complessivo alla fruizione di alcune detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nel TUIR il nuovo art. 16-ter, che limita l’ammontare massimo degli oneri e delle spese detraibili in presenza di redditi elevati.
Il limite massimo si determina moltiplicando un importo base per un coefficiente collegato al numero di figli fiscalmente a carico.
| Reddito complessivo | Importo base |
| oltre 75.000 euro e fino a 100.000 euro | 14.000 euro |
| oltre 100.000 euro | 8.000 euro |
| Situazione familiare | Coefficiente |
| nessun figlio a carico | 0,50 |
| un figlio a carico | 0,70 |
| due figli a carico | 0,85 |
| più di due figli a carico o almeno un figlio con disabilità | 1,00 |
La norma non opera indistintamente su tutte le detrazioni. Devono essere quindi verificate le esclusioni previste dalla legge, tra cui, in particolare, le spese sanitarie e altre fattispecie espressamente escluse dal nuovo plafond.
Questa novità assume particolare rilievo operativo per contribuenti con redditi elevati che sostengono spese detraibili per interventi edilizi, assicurazioni, istruzione, interessi passivi, erogazioni liberali o altri oneri agevolabili.
Familiari a carico: regole più selettive dal 2025
Dal periodo d’imposta 2025 cambiano anche le regole relative alle detrazioni per familiari a carico.
Per i figli, la detrazione ordinaria resta applicabile ai figli fiscalmente a carico di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni. Per i figli di età pari o superiore a 30 anni, la detrazione continua a spettare solo in presenza di disabilità accertata ai sensi della normativa vigente.
Per i figli di età inferiore a 21 anni continua invece a operare l’Assegno Unico e Universale. Tuttavia, anche tali figli devono essere indicati nel prospetto dei familiari a carico quando l’indicazione è necessaria per fruire di altre detrazioni o agevolazioni collegate alle spese sostenute nell’interesse del familiare.
Anche per gli altri familiari il perimetro della detrazione viene ristretto, con particolare rilievo per gli ascendenti conviventi. Occorre quindi prestare attenzione alla corretta individuazione dei familiari che possono ancora generare il diritto alla detrazione.
Un’ulteriore precisazione riguarda i familiari residenti all’estero. Per i contribuenti non cittadini italiani, non cittadini dell’Unione europea e non cittadini dello Spazio economico europeo, le detrazioni per familiari a carico non spettano con riferimento ai familiari residenti all’estero.
Bonus casa: 50% per abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale, 36% negli altri casi
Sul fronte degli interventi edilizi, la dichiarazione dei redditi 2026 riflette una disciplina più selettiva rispetto al passato.
Per le spese sostenute nel 2025 relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione spetta nella misura del 36%, elevata al 50% se ricorrono specifiche condizioni soggettive e oggettive.
In particolare, la detrazione del 50% si applica se:
| Condizione | Requisito |
| Requisito soggettivo | la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento |
| Requisito oggettivo | l’intervento riguarda l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale |
| Limite di spesa | 96.000 euro per unità immobiliare |
Negli altri casi, la detrazione è pari al 36%, sempre nel limite di spesa previsto dalla disciplina agevolativa. L’Agenzia delle Entrate conferma la detrazione del 50% con limite massimo di spesa agevolabile di 96.000 euro per gli interventi effettuati sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
È quindi preferibile evitare l’espressione generica “prima casa”, perché fiscalmente rileva il concetto di “abitazione principale” e, ai fini dell’aliquota maggiorata, occorre anche che il contribuente sia proprietario o titolare di un diritto reale di godimento.
Ecobonus, sismabonus e altri interventi edilizi
La rimodulazione delle aliquote interessa anche altri bonus edilizi ordinari, con una progressiva riduzione delle percentuali di detrazione.
Per il 2025, la disciplina deve essere verificata distinguendo:
| Tipologia di intervento | Regola generale 2025 |
| Recupero edilizio | 36%, elevato al 50% per abitazione principale del proprietario/titolare di diritto reale |
| Ecobonus ordinario | disciplina rimodulata con aliquote ridotte |
| Sismabonus ordinario | disciplina rimodulata con aliquote ridotte |
| Superbonus | 65% nei soli casi ancora ammessi |
Occorre inoltre considerare le esclusioni introdotte per talune tipologie di interventi, in particolare per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Superbonus: aliquota al 65% solo nei casi residui ammessi
Per il Superbonus, il 2025 è caratterizzato da una disciplina ormai residuale. La detrazione spetta nella misura del 65%, ma solo nei casi ancora ammessi dalla normativa transitoria.
La misura non ha quindi applicazione generalizzata. Occorre verificare, caso per caso, la tipologia di soggetto beneficiario, la data di avvio dell’intervento, la delibera assembleare per i condomìni, la presentazione dei titoli edilizi e le ulteriori condizioni previste dalla normativa.
Il dato operativo da evidenziare è che la dichiarazione 2026 potrà accogliere spese Superbonus 2025 solo quando l’intervento rientra nelle ipotesi ancora agevolabili.
Spese scolastiche: limite elevato a 1.000 euro per studente
Tra gli oneri detraibili più ricorrenti restano le spese sanitarie, gli interessi passivi sul mutuo per l’abitazione principale, le spese universitarie e le spese scolastiche.
Per le spese di istruzione non universitaria, dal 2025 il limite massimo di spesa detraibile viene elevato a 1.000 euro per alunno o studente. La detrazione resta pari al 19%, con un beneficio massimo teorico di 190 euro per ciascun alunno o studente.
Rientrano in questa disciplina le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione.
Resta fermo l’obbligo di pagamento tracciabile, salvo le eccezioni previste dalla legge per specifiche categorie di spesa.
Previdenza complementare: confermato il limite ordinario di deducibilità di 5.164,57 euro
Per la previdenza complementare, il limite ordinario di deducibilità dei contributi resta pari a 5.164,57 euro.
Il riferimento normativo principale è l’art. 10, comma 1, lett. e-bis), del TUIR, in coordinamento con il D.Lgs. 252/2005.
Non risulta quindi applicabile, per i redditi 2025, un innalzamento generalizzato del limite a 5.300 o 5.500 euro. Eventuali bozze o ipotesi circolate in precedenza non hanno modificato il limite operativo da indicare nella dichiarazione 2026.
Cripto-attività: eliminata la soglia di 2.000 euro e possibile rivalutazione al 1° gennaio 2025
La dichiarazione dei redditi 2026 recepisce anche le novità in materia di cripto-attività.
Dal 2025 viene superata la precedente soglia di non imponibilità di 2.000 euro sulle plusvalenze da cripto-attività. Di conseguenza, anche plusvalenze di importo inferiore possono assumere rilevanza fiscale, secondo le regole previste dagli artt. 67 e 68 del TUIR.
Per il 2025 l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività resta pari al 26%. La successiva aliquota del 33% rileva invece dal periodo d’imposta 2026.
È inoltre prevista la possibilità di assumere, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore delle cripto-attività al 1° gennaio 2025, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 18%, nei casi e con le modalità previsti dalla normativa. La misura può risultare utile per contribuenti che detengono cripto-attività con plusvalori latenti significativi.
Rivalutazione di terreni e partecipazioni: imposta sostitutiva al 18%
Resta a regime anche la possibilità di rideterminare il valore di terreni e partecipazioni posseduti da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti equiparati al di fuori del regime d’impresa.
Dal 2025 l’imposta sostitutiva applicabile alla rivalutazione è elevata al 18%.
La misura può essere valutata in caso di futura cessione di partecipazioni o terreni, al fine di ridurre o sterilizzare la plusvalenza imponibile. È comunque necessario verificare la convenienza economica dell’operazione, tenendo conto del valore di perizia, dell’imposta sostitutiva dovuta e del presumibile prezzo di cessione.
IRES premiale: misura di contesto, non centrale per il 730
Nel quadro generale delle novità fiscali va segnalata anche l’IRES premiale, che prevede, al ricorrere di specifiche condizioni, la riduzione dell’aliquota IRES al 20% per determinati soggetti.
Tuttavia, in un articolo dedicato alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, la misura deve essere richiamata solo come elemento di contesto. Non incide direttamente sulla compilazione del modello 730 del contribuente persona fisica.
Modello 730 o Redditi PF: quale dichiarazione utilizzare
Il modello 730 resta il modello di riferimento per lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti assimilati. Il principale vantaggio è rappresentato dalla possibilità di ottenere il rimborso direttamente in busta paga o nella pensione, oppure, nei casi di 730 senza sostituto, direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Il modello Redditi Persone Fisiche 2026 resta invece necessario per i contribuenti titolari di partita IVA e, più in generale, per i contribuenti con situazioni dichiarative non gestibili tramite modello 730.
Possono inoltre essere tenuti alla presentazione di quadri aggiuntivi del modello Redditi PF anche contribuenti che presentano il 730, ad esempio in presenza di determinate attività estere, investimenti finanziari, cripto-attività o altri redditi che richiedono specifici adempimenti dichiarativi.
Le principali scadenze della dichiarazione 2026
Per la campagna dichiarativa 2026, le principali scadenze sono le seguenti:
| Adempimento | Termine |
| Disponibilità della dichiarazione precompilata | 30 aprile 2026 |
| Presentazione modello 730/2026 | 30 settembre 2026 |
| Presentazione modello Redditi PF 2026 | 2 novembre 2026 |
| Saldo 2025 e primo acconto 2026 | 30 giugno 2026 |
| Versamento con maggiorazione dello 0,40% | 30 luglio 2026 |
| Secondo o unico acconto 2026 | 30 novembre 2026 |
Il modello Redditi Persone Fisiche 2026, relativo all’anno d’imposta 2025, deve essere trasmesso tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026, in quanto il 31 ottobre cade di sabato.
I versamenti derivanti dal modello Redditi PF devono essere effettuati, in via ordinaria, entro il 30 giugno 2026 per il saldo 2025 e il primo acconto 2026, con possibilità di versamento entro i 30 giorni successivi applicando la maggiorazione dello 0,40%. Il secondo o unico acconto 2026 scade il 30 novembre 2026.
In conclusione la dichiarazione dei redditi 2026 presenta numerose novità operative per i redditi 2025.
I punti di maggiore attenzione sono:
| Ambito | Novità principale |
| IRPEF | conferma dei tre scaglioni con aliquote 23%, 35% e 43% |
| Lavoratori dipendenti | nuovo meccanismo di riduzione del cuneo fiscale per redditi fino a 40.000 euro |
| Detrazioni | nuovo limite complessivo per redditi superiori a 75.000 euro |
| Familiari a carico | regole più restrittive per figli e altri familiari |
| Bonus casa | 50% solo per abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale; 36% negli altri casi |
| Spese scolastiche | limite elevato a 1.000 euro per studente |
| Previdenza complementare | limite ordinario confermato a 5.164,57 euro |
| Cripto-attività | eliminazione della soglia di 2.000 euro e possibile rivalutazione al 1° gennaio 2025 |
| Rivalutazioni | imposta sostitutiva su terreni e partecipazioni al 18% |
La principale correzione rispetto a molte ricostruzioni sintetiche riguarda l’IRPEF: nella dichiarazione 2026 relativa ai redditi 2025, la seconda aliquota non è il 33%, ma il 35%. Il 33% riguarda la disciplina successiva e non deve essere indicato come aliquota applicabile ai redditi 2025.
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