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Dichiarazione IVA 2026: nuove regole, scadenze e controlli per imprese e professionisti

Giornalista pubblicista

La Dichiarazione IVA 2026 è il modello che i contribuenti (imprese, lavoratori autonomi ed enti titolari di partita IVA) devono utilizzare per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni IVA effettuate nel corso dell’anno 2025.

Sono esonerati, invece:

  • contribuenti che effettuano solo operazioni esenti (art. 10 DPR 633/72), salvo casi particolari;
  • contribuenti in regime forfetario (Legge 190/2014);
  • produttori agricoli esonerati (art. 34, comma 6);
  • soggetti che svolgono attività di intrattenimento esonerate (art. 74, comma 6);
  • organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale in regimi speciali.

L’esonero viene meno se il soggetto ha effettuato anche operazioni imponibili.

Questo adempimento dichiarativo è di fondamentale importanza perché consente di determinare l’eventuale saldo IVA a debito o a credito ed ha lo scopo di:

  • riepilogare le operazioni attive (cessioni e prestazioni imponibili, non imponibili, esenti);
  • riepilogare le operazioni passive (acquisti e importazioni con IVA detraibile);
  • determinare l’IVA dovuta o l’eventuale credito annuale;
  • consentire la richiesta di rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito IVA;
  • fornire dati fiscali utili per i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

La Dichiarazione IVA relativa al 2025 deve essere presentata dal 1° febbraio 2026 al 30 aprile 2026. Tale termine è stabilito dall’art. 8 del DPR 322/1998.

Se presentata entro 90 giorni dalla scadenza è valida, ma con sanzioni;

se presentata oltre 90 giorni è considerata omessa, pur costituendo titolo per la riscossione dell’imposta dovuta.

La Dichiarazione IVA 2026 deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate:

  • direttamente dal contribuente tramite Entratel/Fisconline;
  • tramite intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro, CAF, ecc.);
  • tramite soggetti incaricati per le amministrazioni pubbliche.

Il modello IVA/2026 è strutturato in modo modulare e comprende:

Frontespizio che serve per i dati del contribuente, la firma e l’impegno alla trasmissione telematica e i dati del dichiarante (eventuale curatore, erede, rappresentante fiscale, ecc.).

Modulo IVA che contiene i quadri contabili principali: VA, VC, VD, VE, VF, VJ, VH, VM, VK, VN, VP, VQ, VL, VT, VX, VO, VG.

L’Agenzia delle Entrate evidenzia alcune modifiche significative introdotte nel modello 2026.

Quadro VA – Società non operative, nel rigo VA15 è stata introdotta una casella riservata alle società considerate non operative (società di comodo), ai sensi dell’art. 30 della Legge 724/1994.

Quadro VE – Nuove prestazioni logistica e trasporti, nel rigo VE38 sono stati aggiunti i campi 2 e 3 per indicare imponibile e imposta relativi a prestazioni di servizi rese a imprese di trasporto, movimentazione merci logistica, ai sensi della Legge 207/2024 (commi 59-63).

Quadro VJ è stato rinominato in “Imposta relativa a particolari tipologie di operazioni” ed è stato diviso in due sezioni: Sezione 1 (determinazione imposta su operazioni particolari); Sezione 2 (acquisti di servizi da imprese di trasporto e/o logistica).

Quadro VX – nel rigo VX4 è stato eliminato il riquadro relativo all’attestazione di operatività di società ed enti.

Casi particolari:

  • Liquidazione giudiziale e procedure concorsuali

Se la procedura concorsuale inizia nel corso del 2025, la dichiarazione IVA deve contenere due moduli: un primo per il periodo antecedente la liquidazione; un secondo per il periodo successivo. In questi casi il curatore deve anche presentare il modello IVA 74-bis, entro 4 mesi dalla nomina.

  • Cessazione attività

Chi ha cessato l’attività deve presentare l’ultima dichiarazione IVA nell’anno successivo, entro i termini ordinari. Se un contribuente chiude la partita IVA e nello stesso anno ne apre un’altra, deve presentare un’unica dichiarazione con più moduli.

  • Soggetti non residenti

I soggetti esteri possono presentare la dichiarazione: tramite rappresentante fiscale; tramite identificazione diretta (art. 35-ter); tramite stabile organizzazione.

Se però durante l’anno cambiano modalità (da rappresentante a identificazione diretta o viceversa), occorre predisporre una dichiarazione con più moduli.

L’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale deve essere versata: entro il 16 marzo 2026, se l’importo supera euro 10,33 (che diventano 10 euro dopo arrotondamento).

Rateizzazione

È possibile rateizzare versando tramite F24 la prima rata entro 16 marzo e e rate successive entro il 16 di ogni mese, ma l’ultima rata entro e non oltre il 16 dicembre.

Sulle rate successive alla prima, poi, si applica un interesse fisso dello 0,33% mensile.

È possibile versare anche entro il 30 giugno 2026, con maggiorazione dello 0,40% per mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.

Chi tiene contabilità separate deve presentare un frontespizio e tanti moduli quante sono le contabilità separate.

In caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento ecc.) il soggetto “avente causa” può essere obbligato a presentare una dichiarazione con più moduli, includendo i dati del soggetto estinto.

In conclusione, la Dichiarazione IVA 2026:

  • riepiloga correttamente la posizione fiscale IVA annuale;
  • consente la gestione del credito IVA (compensazione o rimborso);
  • riduce il rischio di contestazioni e controlli in caso di compilazione corretta;
  • è indispensabile per i contribuenti con regimi complessi (gruppi IVA, contabilità separate, operazioni straordinarie).
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