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Riforma della professione di Dottore Commercialista: via libera alla delega, cambia il futuro dell’Ordine.

Dottore Commercialista, Revisore legale dei conti.
Esperto di nuove iniziative imprenditoriali ed incentivi-agevolazioni per le imprese.

Dopo un percorso tortuoso e un rinvio strategico, il Consiglio dei Ministri dell’11 settembre 2025 ha finalmente approvato il disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento professionale dei dottori commercialisti, segnando un momento storico per la categoria. Il testo rappresenta l’avvio ufficiale del processo di superamento del Decreto Legislativo n. 139 del 28 giugno 2005, normativa che da quasi vent’anni regola la professione.

L’approvazione del Ddl segna solo l’inizio: il testo passerà ora al Parlamento per l’esame e, una volta convertito in legge, il Governo avrà dodici mesi di tempo per adottare i decreti legislativi attuativi.

In sintesi la riforma punta a:

  • valorizzare i profili multidisciplinari della categoria, tramite le attività riservate per legge;
  • facilitare l’accesso alla professione tramite una revisione del tirocinio, che potrà essere svolto anche durante gli studi universitari.
  • Dare nuove regole per le società tra professionisti,
  • rafforzare l’obbligo di aggiornamento in alcune materie,
  • modificare il sistema elettorale e di rappresentanza della categoria, sia a livello locale che nazionale. Il disegno di legge dovrebbe riscrivere le norme relative all’accesso alle cariche elettive, con l’obiettivo di favorire maggiormente le nuove generazioni, assicurare il pieno rispetto delle pari opportunità e rafforzare le garanzie a tutela delle minoranze.
  • Rendere più chiaro ed efficace le norme relative ai componenti dei Consigli dell’ordine territoriale e del Consiglio nazionale. Saranno rivisti i casi di incompatibilità, decadenza e sospensione.

“Quella di oggi è una giornata storica”, ha dichiarato Elbano de Nuccio, Presidente del CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili), esprimendo gratitudine verso l’Esecutivo e criticando una “minoranza della categoria” che avrebbe tentato fino all’ultimo di bloccare la riforma.

Punti chiave della riforma

Il testo licenziato dal CdM ha subito alcune modifiche rispetto alla versione originaria, rese necessarie da una mediazione tra le varie anime della professione. Due sono stati i nodi principali:

  1. Riforma del sistema elettorale

La nuova normativa elettorale non sarà applicata alle prossime elezioni del 2026, ma a quelle successive alla scadenza della consiliatura in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Una scelta che ha permesso di superare l’impasse che aveva determinato il rinvio dell’approvazione del provvedimento la scorsa settimana.

Nel frattempo, il Ministero della Giustizia ha dato il via libera al regolamento elettorale che disciplinerà le elezioni degli Ordini territoriali previste per i giorni 15 e 16 gennaio 2026, che si svolgeranno esclusivamente tramite voto telematico su piattaforma nazionale. Gli Ordini dovranno indire ufficialmente le elezioni almeno 45 giorni prima, quindi entro l’inizio di dicembre; le liste dovranno essere presentate entro il 15 dicembre 2025.

  1. Accesso alla professione per gli esperti contabili

Altro punto controverso è stato quello relativo all’accesso anticipato al tirocinio professionale e alle specializzazioni per gli iscritti alla sezione B dell’albo (esperti contabili). Originariamente previsto solo per la sezione A (dottori commercialisti), il beneficio è stato esteso anche alla sezione B, accogliendo le richieste della Cassa Ragionieri e dell’ANC (Associazione Nazionale Commercialisti), che avevano denunciato il rischio di un disincentivo all’iscrizione da parte dei giovani.

“Il Governo ha ascoltato il grido d’allarme, evitando scenari inquietanti”, ha affermato Luigi Pagliuca, presidente della Cassa Ragionieri. Concorda anche Marco Cuchel, presidente dell’ANC, secondo cui la riforma rappresenta un passo equilibrato, “a tutela del futuro della professione e del principio di equità tra tutti gli iscritti”.

Tuttavia, il presidente de Nuccio ha espresso perplessità giuridiche sull’estensione del tirocinio anticipato agli esperti contabili, auspicando che in sede parlamentare si possa trovare una formulazione compatibile con l’attuale normativa.

Cosa cambia per la professione

Il disegno di legge delega definisce criteri direttivi vincolanti per il Governo nella stesura del futuro decreto attuativo. Tra questi:

  • Riorganizzazione delle attività professionali, con ridefinizione delle competenze tra sezione A e B;
  • Revisione della disciplina delle incompatibilità, per una maggiore chiarezza operativa;
  • Introduzione del principio dell’equo compenso, in linea con quanto già previsto dalla legge n. 49/2023 per i professionisti ordinistici;
  • Ridefinizione delle classi dimensionali degli Ordini territoriali, per garantire una rappresentanza più equa ed efficiente;
  • Possibilità di introdurre forme collettive di assicurazione professionale, per migliorare la tutela dei professionisti.

L’obiettivo della riforma è ambizioso: aggiornare l’architettura normativa di una professione sempre più cruciale nel sistema economico italiano, ma che da tempo lamenta rigidità, disuguaglianze interne e carenze di rappresentanza.

Nonostante le polemiche interne, appare evidente che l’approvazione del Ddl rappresenti una svolta epocale. Come ha sottolineato de Nuccio, “quando ci si è resi conto che le eccezioni sollevate erano strumentali e che non si andava a intaccare la sostanza, si è deciso di modificare il testo pur di non bloccare il processo di riforma”.

Prossimi passi

Ora la palla passa al Parlamento, che dovrà valutare e approvare il disegno di legge. L’intero impianto normativo, una volta convertito in legge, richiederà poi un lavoro tecnico e politico per la stesura del decreto legislativo attuativo, entro i dodici mesi successivi.

Sarà quello il momento decisivo per comprendere se le intenzioni di riforma saranno realmente capaci di tradursi in un moderno ordinamento professionale, capace di rispondere alle sfide di una professione in continua evoluzione.

Arturo Denza
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