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Riforma dell’imposta sulle successioni e donazioni: cosa cambia dal 2024 al 2026

Dottore Commercialista, Revisore legale dei conti.
Esperto di nuove iniziative imprenditoriali ed incentivi-agevolazioni per le imprese.

L’imposta sulle successioni e donazioni torna al centro del dibattito fiscale con l’entrata in vigore dei decreti legislativi 139/2024 e 173/2024, che ridisegnano in modo significativo il sistema italiano dei trasferimenti gratuiti, sia inter vivos che mortis causa. Si tratta della più profonda revisione normativa dai tempi del D.lgs. 346/1990 (Testo Unico delle Successioni), dopo l’abolizione temporanea del tributo con la legge 383/2001 e la successiva reintroduzione attraverso il D.L. 262/2006.

Il nuovo impianto mira a coniugare semplificazione, responsabilizzazione del contribuente e digitalizzazione degli adempimenti, con effetti rilevanti sulla pianificazione patrimoniale delle famiglie e sul passaggio generazionale delle imprese.

L’ambito di applicazione: quando scatta l’imposta

L’imposta continua ad applicarsi a successioni per causa di morte, donazioni, liberalità indirette e vincoli di destinazione, inclusi trust e fondi patrimoniali. Restano escluse le donazioni di modico valore, le donazioni rimuneratorie, i trasferimenti di immobili o aziende già soggetti a IVA o imposta proporzionale, nonché i veicoli iscritti al PRA.
Un quadro complesso, che la riforma tenta di rendere più lineare attraverso nuovi strumenti dichiarativi e procedure di autoliquidazione.

Dal 2025 il contribuente calcola e versa l’imposta: la rivoluzione dell’autoliquidazione

La novità cardine del D.lgs. 139/2024 è l’introduzione, dal 1° gennaio 2025, di un sistema di autoliquidazione:

  • sarà l’erede o il donatario a calcolare e versare l’imposta tramite modello F24;
  • il termine di pagamento si riduce da 90 a 60 giorni;
  • viene introdotta la possibilità di rateizzare il debito fino a 8 o 12 rate trimestrali;
  • l’Agenzia delle Entrate interverrà solo in caso di verifica.

Il nuovo modello dichiarativo semplificherà anche la voltura catastale e consentirà di presentare dichiarazioni integrative o sostitutive con autoliquidazione successiva. Per gli eredi under 26 resta prevista la possibilità di svincolare somme bancarie necessarie al pagamento delle imposte ipotecarie, catastali e di bollo.

Le aliquote restano invariate fino al 2025:

  • coniuge e parenti in linea retta: franchigia di 1 milione e aliquota del 4%;
  • fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro, aliquota del 6%;
  • altri parenti fino al IV grado: 6%;
  • altri soggetti: 8%.

Dal 2026 cambia tutto: addio al coacervo e franchigie raddoppiate per figli e coniuge

La riforma introduce una cesura rilevante rispetto alla normativa precedente con l’abolizione del “coacervo”, ossia il cumulo tra donazioni e successioni ai fini del calcolo dell’imposta. Dal 2026, successioni e donazioni saranno considerate separatamente.

Ecco cosa cambia:

  • Coniuge e figli: dalla franchigia unica di 1 milione si passa a 1 milione per ciascuna donazione e 1 milione per l’eredità, di fatto raddoppiando la soglia esentasse.
  • Fratelli e sorelle: franchigia aumentata da 100.000 a 200.000 euro.
  • Altri parenti e soggetti: nessuna modifica.

Una revisione che apre nuove opportunità di pianificazione patrimoniale e agevola il trasferimento graduale dei beni, senza penalizzare chi riceve donazioni in vita.

Passaggio generazionale delle imprese: agevolazioni rafforzate

Resta confermato e ampliato il sistema di esenzioni per il trasferimento di aziende e partecipazioni a coniuge o discendenti. L’esenzione è valida se:

  • l’atto avviene in forma notarile;
  • il beneficiario si impegna a mantenere il controllo dell’impresa per almeno 5 anni;
  • tale impegno è esplicitamente dichiarato nell’atto.

Il regime agevolato si estende ora anche a società semplici, holding estere e patti di famiglia. La perdita del controllo prima del quinquennio comporta il recupero dell’imposta, con sanzioni e interessi.

Nuovo sistema sanzionatorio: più certezza e responsabilizzazione

Il D.lgs. 173/2024 supera il precedente sistema fondato su minimi e massimi edittali e introduce sanzioni calcolate in proporzione all’imposta evasa. Una scelta che mira ad aumentare la prevedibilità delle conseguenze fiscali e a rafforzare la responsabilità del contribuente.

Una riforma che guarda alla modernizzazione fiscale

Nel complesso, la riforma delle successioni e donazioni rappresenta un passo verso:

  • maggiore semplificazione amministrativa;
  • digitalizzazione e rapidità degli adempimenti;
  • pianificazione patrimoniale più efficace, grazie alla separazione tra donazioni ed eredità e alla nuova doppia franchigia.

Un intervento che intende rendere più moderno e trasparente un settore spesso percepito come complesso, aprendo nuove possibilità per famiglie e imprese nella gestione del patrimonio tra generazioni.

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