Skip to content

Concordato Preventivo Biennale: il nuovo strumento per imprese e professionisti per ottenere certezza fiscale e protezione dagli accertamenti

Dottore Commercialista

Il concordato preventivo biennale (CPB) si conferma come uno strumento chiave per imprese, professionisti e soggetti forfettari che vogliono ottenere certezza fiscale e protezione da futuri accertamenti. Si tratta, in sostanza, di un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate che permette di determinare in anticipo il reddito imponibile su un arco temporale di due anni, agevolando così la pianificazione fiscale e la gestione dei rischi tributari.

Il quadro normativo di riferimento

Il CPB trova fondamento nel decreto legislativo n. 13 del 2024, che al comma 1 dell’articolo 9 stabilisce come le modalità operative debbano essere definite da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). In questo contesto, il decreto MEF del 11 maggio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026, ha concretizzato le regole per l’applicazione pratica del concordato biennale. Il decreto riguarda in particolare i contribuenti che hanno applicato gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) per il periodo d’imposta terminante il 31 dicembre 2025, con riferimento al biennio 2026-2027.

Struttura e contenuti del decreto

Il decreto è composto da sette articoli che definiscono le regole operative del CPB:

  1. Articolo 1 – Introduzione e contesto di riferimento.
  2. Articolo 2 – Approvazione delle modalità con cui l’Agenzia delle Entrate formula la proposta ai contribuenti, tenendo conto delle singole attività economiche e dei redditi prodotti da imprese o professionisti.
  3. Articolo 3 – Oggetto e durata dell’accordo.
  4. Articolo 4 – Gestione di eventuali situazioni di emergenza.
  5. Articolo 5 – Possibilità di rapportare la proposta di concordato al primo anno del biennio successivo, ossia il 2026.
  6. Articolo 6 – Autonomia operativa per specifiche disposizioni del decreto legislativo di giugno 2024.
  7. Articolo 7 – Graduale accompagnamento del contribuente verso il secondo anno del biennio successivo al periodo d’imposta di riferimento.

Come viene elaborata la proposta

L’Agenzia delle Entrate costruisce la proposta di CPB considerando diversi fattori chiave:

  • Andamento complessivo dell’economia e dei mercati.
  • Livelli di redditività individuali e settoriali derivanti dall’applicazione degli ISA.
  • Risultati concreti ottenuti dagli indici di affidabilità.

La definizione del concordato parte dai dati dichiarati dal contribuente per il 2025 e integra proiezioni macroeconomiche per il biennio 2026-2027. Tutto ciò avviene nel pieno rispetto della privacy e della protezione dei dati personali, garantendo trasparenza e sicurezza.

Un’opportunità per la certezza fiscale

Il CPB non è solo un obbligo formale: rappresenta uno strumento strategico per chi vuole pianificare le imposte con maggiore sicurezza, evitando sorprese e contenziosi futuri. In un contesto economico in evoluzione, conoscere in anticipo le regole del gioco fiscale può fare la differenza tra gestione serena e rischi imprevedibili.

Torna su
Cerca