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Il 2026 come anno zero per gli enti locali

Dottore Commercialista

L’anno che è da poco iniziato si appresta ad essere considerato a tutti gli effetti uno spartiacque cruciale per l’evoluzione operativa degli enti locali.

Sono svariati i punti salienti che pongono particolare attenzione su questo determinato arco temporale, parliamo pertanto di:

  • Termine definitivo per completare i progetti finanziati dal piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)
  • Introduzione della rottamazione locale dei tributi all’interno della legge di bilancio 2026
  • Ripristino delle province
  • Riferimento alla contabilità accrual per competenza economica

Entrando ancor più nello specifico, la data cardine attorno al quale ruota il futuro degli enti locali, è il 31 Agosto 2026, dato che entro lo stesso, i soggetti attuatori delle varie progettualità del PNRR devono sia portare a termine tutti gli interventi che raggiungere gli obiettivi “Target” e “Milestone” delineati da Bruxelles.

Oltre al fatto che questi punti sopra – indicati devono essere rispettati dagli enti affinchè questi evitino di essere soggetti a definanziamento. Senza alcun dubbio però, in quest’ottica di ragionamento, la concentrazione maggiore viene attribuita alla questione di unificare il sistema contabile in un unico principio accrual.

Questa tipologia di sistema è stato determinato per provare a risolvere una volta per tutte quelli che sono dei problemi che da sempre attanagliano i bilanci degli enti pubblici, come ad esempio :

  • La mancata rilevazione dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione
  • La valutazione di più esercizi consecutivi con risultato economico negativo
  • Le conseguenze della formazione di patrimoni netti negativi

Per far sì che gli enti possano portare a termine la predisposizione degli schemi di conto economico e stato patrimoniale riferibili al 2025, la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ha reso disponibili quelli che sono dei modelli di collegamento tra quelli che sono i piani dei conti vigenti ed il futuro piano dei conti unico della pubblica amministrazione (PA).

Così facendo si riesce ad effettuare la riclassificazione dei dati contabili e si riesce anche a portare a termine l’utilizzo delle rettifiche di cui si necessita per far sì che i principi accrual vengano compresi effettivamente. Ragionando invece sulle questioni operative, non assistiamo a particolari variazioni, perché comunque il rendiconto 2025 dovrà essere inviato alla Banca Dati Amministrazioni Pubbliche (BDAP).

Gli stessi schemi accrual concernenti alla competenza 2025 sono soggetti a dover essere inviati alla Ragioneria Generale dello Stato (RGS), tramite quelle che sono delle modalità già rodate per la Banca Dati Amministrazioni Pubbliche (BDAP). Avendo già evidenziato le basi che tengono in riferimento quella che è una prima fase di sperimentazione, succede che il tutto favorirà l’assimilazione di questa nuova contabilità per amministratori e revisori, che diventerà pienamente definitiva dal 2030. In quest’ottica di ragionamento assume il suo rilievo anche il fatto che, come determinato da obiettivi PNRR, le amministrazioni dovranno anche assicurare la presenza presso le stesse, di un funzionario che si sia realmente e regolarmente formato sull’argomento in questione.

Il nuovo assetto operativo della contabilità del settore pubblico arriva ad essere disciplinato da una struttura portante che si regge su 18 principi contabili, meglio definiti anche come standard ITAS.

Questi si trovano ad avere la loro influenza su rilevazione e valutazione delle operazioni economiche e patrimoniali che per loro natura vengono portate avanti tenendo in considerazione il criterio della competenza economica. Un influente cambiamento che si verifica per far sì che venga effettivamente valorizzata quest’unificazione contabile è la sostituzione del piano die conti in favore del pianto dei conti integrato. Gli enti locali si trovano quindi a doversi approcciare concretamente alle seguenti novità :

  • Dualità contabile; soprattutto in questa fase iniziale di parziale introduzione succede che le amministrazioni locali procederanno a gestire la contabilità finanziaria sia nelle modalità tradizionali che nelle modalità accrual, dovendo anche procedere alla realizzazione di precisi prospetti economico – patrimoniali
  • Rilevazione degli eventi economici e patrimoniali; si arriva alla registrazione delle operazioni nel momento in cui i valori ad esse associabili si manifestano realmente e non più quindi al momento del pagamento o della riscossione
  • Adeguamenti gestionali e tecnologici; deve esserci una formazione contabile per il personale che agisca di pari passo con un miglioramento ed una evoluzione dei sistemi informativi e dei software di contabilità
  • Fornire una maggiore trasparenza; agendo su quest’ottica di ragionamento si avrà la possibilità di poter disporre di analisi economico – patrimoniali molto più ampie
Bartolomeo Russo
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