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Rottamazione quinquies anche per i tributi locali: domande dal 16 settembre al 31 ottobre

Giornalista.
Dottore Commercialista - Revisore Legale dei Conti
Email: annagianturco@2020revisione.it

Il 2026 segna una svolta per i contribuenti che hanno debiti pregressi verso Comuni ed enti territoriali. Con la conversione del decreto fiscale, la rottamazione quinquies viene estesa anche ai carichi locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, aprendo alla possibilità di definire in forma agevolata Imu, Tari, multe stradali e altre entrate locali non pagate.

La novità riguarda i crediti degli enti territoriali affidati alla riscossione nazionale tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Non si tratta, però, di una sanatoria automatica: ogni ente dovrà decidere se aderire o meno, con una propria delibera da pubblicare sul sito istituzionale entro il 30 giugno 2026 e da trasmettere ad Agenzia delle Entrate-Riscossione secondo le modalità che saranno stabilite entro il 15 giugno.

La misura interessa non solo i Comuni, ma anche Regioni, Province, Città metropolitane e gli altri enti territoriali che abbiano affidato i propri crediti all’agente pubblico della riscossione. Il perimetro, quindi, è ampio, ma non comprende indistintamente tutti i debiti locali: potranno essere rottamati solo i carichi passati ad Ader nel periodo indicato dalla legge.

Una scelta rimessa agli enti locali

Il punto centrale della nuova disciplina è proprio questo: la rottamazione locale è facoltativa per l’ente. Il contribuente non potrà presentare domanda se il Comune o l’ente creditore non avrà deliberato l’adesione.

La scelta degli enti locali sarà, quindi, decisiva. Tuttavia, la loro autonomia è limitata: non potranno riscrivere le condizioni della sanatoria, modificare le scadenze o introdurre regole diverse da quelle previste dalla normativa statale. Potranno soltanto decidere se aderire o non aderire.

Questo elemento è rilevante anche sul piano amministrativo e politico. Gli enti avranno tempi stretti per valutare l’impatto sui propri bilanci, considerando che la definizione agevolata comporta la rinuncia a sanzioni, interessi e altri accessori. Per molti Comuni la decisione dovrà tenere conto degli equilibri finanziari, del fondo crediti di dubbia esigibilità, dei contenziosi pendenti e della reale possibilità di incassare somme che, in alcuni casi, risultano difficilmente recuperabili da anni.

Quali debiti possono rientrare

La rottamazione quinquies locale riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Tra le entrate potenzialmente interessate rientrano Imu, Tari, imposta di soggiorno, tributo sulla pubblicità, diritti sulle pubbliche affissioni, canoni patrimoniali e corrispettivi per servizi pubblici locali, purché affidati ad Ader.

Sono ammessi anche i carichi già oggetto di precedenti rottamazioni da cui il contribuente sia decaduto per mancato o tardivo pagamento. Possono inoltre rientrare i debiti per i quali è pendente una controversia, a condizione che il debitore, con la dichiarazione di adesione, si impegni a rinunciare alla lite.

Restano esclusi i debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.

Lo sconto: cosa si paga e cosa viene cancellato

Per i tributi locali, il vantaggio consiste nell’abbattimento di sanzioni, interessi, compresi quelli di mora, e somme maturate a titolo di aggio. Il contribuente dovrà versare il capitale, le spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica.

Diverso il caso delle multe stradali elevate dalla polizia locale. Per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del Codice della strada, resta dovuta la sanzione principale. Lo sconto riguarda invece gli interessi, comprese le maggiorazioni semestrali, e gli altri accessori.

In concreto, quindi, chi ha un debito Imu o Tari potrà beneficiare della cancellazione di sanzioni e interessi; chi ha una multa stradale non pagata dovrà comunque pagare la sanzione originaria, ma potrà ottenere lo stralcio degli importi aggiuntivi maturati nel tempo.

Il calendario della rottamazione locale

La procedura seguirà un calendario distinto rispetto alla rottamazione quinquies statale.

  • Entro il 15 giugno 2026, Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà stabilire le modalità con cui gli enti territoriali dovranno trasmettere le proprie delibere di adesione.
  • Entro il 30 giugno 2026, gli enti interessati dovranno approvare la delibera, pubblicarla sul proprio sito istituzionale e inviarla ad Ader.
  • Dal 15 settembre 2026, l’agente della riscossione renderà disponibili ai contribuenti i dati relativi ai carichi definibili.
  • Dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 sarà possibile presentare la dichiarazione telematica di adesione.
  • Entro il 31 dicembre 2026, Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà ai debitori l’ammontare complessivo delle somme dovute e l’importo delle singole rate, se il contribuente avrà scelto il pagamento dilazionato.

Pagamento in unica soluzione o fino a 54 rate

Il contribuente potrà scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione e il pagamento rateale.

Nel primo caso, l’intero importo dovrà essere versato entro il 31 gennaio 2027.

Nel secondo caso, sarà possibile pagare fino a un massimo di 54 rate bimestrali, con una durata potenziale di circa nove anni. Le scadenze saranno fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2027.

Sulle somme rateizzate si applicherà un interesse annuo del 3%, calcolato dal 1° febbraio 2027. L’importo di ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro.

Decadenza: regole rigide e tolleranza limitata

Le regole sulla decadenza sono particolarmente severe. Il beneficio viene meno in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica soluzione o della prima rata; in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive; oppure in caso di mancato pagamento dell’ultima rata del piano.

In caso di decadenza, le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito complessivo originario. Il debito torna quindi esigibile per la parte residua, riprendono le ordinarie attività di riscossione e il contribuente perde i vantaggi della definizione agevolata.

La disciplina prevede una tolleranza di cinque giorni, ma non in modo generalizzato. Il margine di ritardo riguarda il pagamento dell’unica rata o dell’ultima rata del piano, non le rate intermedie. Per questo motivo, chi sceglierà la rateizzazione dovrà prestare particolare attenzione alle scadenze.

Cosa devono fare contribuenti e professionisti

La prima verifica da compiere riguarda l’adesione dell’ente. Chi ha debiti verso un Comune o un altro ente territoriale dovrà controllare, entro l’estate, se l’ente creditore avrà pubblicato la delibera sul proprio sito istituzionale.

Solo in caso di adesione sarà possibile presentare la domanda ad Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026.

È importante anche verificare la natura del debito. La rottamazione locale non riguarda tutte le somme dovute agli enti territoriali, ma soltanto i carichi affidati ad Ader. Se il credito è gestito direttamente dal Comune o da un concessionario diverso, il contribuente dovrà verificare l’eventuale esistenza di altri strumenti di definizione, rateazione o regolarizzazione previsti dall’ente.

Una sanatoria utile, ma non automatica

L’estensione della rottamazione quinquies ai tributi locali rappresenta un’opportunità concreta per cittadini, imprese e professionisti. La possibilità di chiudere debiti accumulati negli anni pagando il capitale e beneficiando dello stralcio di sanzioni e interessi può alleggerire posizioni fiscali rimaste pendenti per lungo tempo.

La misura, però, richiede attenzione. Il contribuente dovrà muoversi su due livelli: da un lato monitorare le decisioni del proprio Comune o dell’ente territoriale creditore, dall’altro rispettare le finestre temporali fissate dalla legge per la presentazione della domanda e per i pagamenti.

La partita, quindi, si giocherà nei prossimi mesi. Per gli enti locali sarà una scelta delicata, tra esigenza di incasso e tutela degli equilibri di bilancio. Per i contribuenti sarà invece fondamentale non dare per scontata l’applicazione della sanatoria e verificare tempestivamente se i propri debiti rientrano davvero nel perimetro della rottamazione quinquies locale.

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